L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, September 24, 2013

Il prossimo link sarà iupòrn?


http://ningizhzidda.blogspot.it/2013/09/la-fornicazione-dei-nefilim.html

La fornicazione, dei Nefilim

 
 I NEFILIM: SESSO E SEMIDEI

I riferimenti della Bibbia alla preistoria umana fanno una rapida carrellata attraverso le generazioni successive a Enoch - suo figlio Matusalemme che generò Lamech, che generò Noè ("Tregua") - guidandoci fino all'avvento principale: il Diluvio.

Si trattò davvero di una catastrofe epocale, come direbbero oggi i giornalisti: un evento di portata globale, uno spartiacque, in senso figurato e letterale, nelle relazioni fra uomoni e divinità.

Ma dietro alla narrazione del Diluvio, si cela un incontro divino completamente nuovo: un episodio, senza il quale, la narrazione stessa del Diluvio perderebbe la sua logica giustificazione.

La storia del Diluvio si apre nel capitolo 6 della Genesi con otto versi enigmatici, che si presuppone avessero la funzione di spiegare ai posteri come era potuto accadere che il Creatore si fosse rivoltato contro le sue stesse creature, giurando di cancellarle dalla faccia della Terra.

Il quinto versetto dovrebbe offrire al contempo una giustificazione e una spiegazione: <>. 
Perciò (versetto 6) <>. 

Ma questa spiegazione della Bibia, che punta il dito contro il genere umano, non fa altro che aumentare la perplessità in merito ai primi quattro versetti di quello stesso capitolo, il cui soggetto non era l'umanità, bensì le divinità, e il cui fulcro è il matrimonio misto fra "i figli di Dio" e "le figlie degli uomini".

E se riflettiamo su cosa ha a che fare tutto ciò con il Diluvio come punizione per l'umanità, la risposta è semplice: sesso ... non sesso fra umani, bensì sesso divino. Incontri divini fimnalizzati a rapporti sessuali.

I versetti d'onozio della narrazione del Diluvio nella Bibbia, sono stati una vera chicca per i predicatori: <>.

Questa è la traduzione che si trova comunemente nelle varie edizioni della Bibbia, ma non è quanto recita la Bibbia che parla di Nefilim (e non di - giganti) letteralmente "Coloro che erano discesi" - i "figli degli Elohim" discesi sulla Terra dai cieli (ma, badate che non si parla di "Figli di Dio").

E i quattro versi, decisamente incomprensibili, che, secondo gli studiosi sono retaggio di una qualche fonte precedente e più esaustiva, dibventano finalmente comprensibili se ci si rende conto che il soggetto non è il genere umano, bensì le divinità. Tradotto correttamente, ecco come la Bibbia descrive le circostanze che precedettero e che culminarono poi nel Diluvio:

Quando gli uomini
Cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra
e naquero loro figlie,
i figli degli Elohim
videro le figlie dei terrestri
videro che erano compatibili.
E ne presero per mogli quante ne vollero.

C'erano sulla terra i Nefilim
a quei tempi - e anche dopo -
quando i figli degli Elohim
coabitavano con le figlie dell'Adamo
e queste partorivano loro dei figli.

Il termine biblico Nefilim, i figli degli Elohim che si trovavano allota sulla Terra, è l'equivalente del termine Anunnaki, citato dai sumeri ("Coloro che dal cielo scesero sulla Terra"); la stessa Bibbia (Numeri 13, 33) indica i Nefilim come "figli di Anak" (traduzione ebraica di Anunnaki).

Nel periodo che precedette il Diluvio i giovani Anunnaki maschi iniziarono ad avere rapporti sessuali con "giovani figlie degli uomini", ed essendo geneticamente compatibili, queste partorivano loro dei figli - figli in parte mortali e in parte divini: i semidei.

Che tali semidei fossero presenti sulla Terra in epoca postdiluviana è semplicemente documentato dai testi del Medio Oriente, in riferimento sia ai singoli individui (come Gilgamesh sumero), sia a lunghe dinastie (come quella di trenta semidei in Efitto che precedettero i faraoni).

Ma nel preambolo biblico al Diluvio si afferma che i "figli degli Elohim!" - figli del DIN.GIR - avevano iniziato a "prendere mogli" fra le femmine umane, ben prima del Diluvio. Le fonti sumere che si occupano dei tempi antidiluviani, delle origini dell'umanità e della civiltà, includono la storia di Adapa.

Abbiamo già affrontato il problema se essere "discendente di EA-En-ki" significava semplicemente che lui era un essere umano che discendeva dall'Adamo che EA aveva aiutato a creare o, più letteralmente (come ritengono numerosi studiosi) , che fosse il figlio nato da un rapporto fra EA e una femmina umana, il che avrebbe fatto di lui un semidio.

E se questo significava che Ea/Enki aveva tradito la propria sposa ufficiale, la dea Ninki, non bisogna scandalizzarsi: numerosi testi sumeri descrivono dettagliatamente le performance sessuali di Enki.

In un episodio lo troviamo alle prese con Inanna/Ishtar, nipote del fratellastro Enlil, e fra le sua altre scappatelle, ricordiamo la determinazione di avere un figlio maschio dalla sorellastra Ninmah; ma pioché gli era nata solo una figlia femmina, lui continuò ad avere relazioni sessuali con la successiva generazione di dee, e con quella successiva e con quelle successive ancora.

Enmeduranki, settimo patriarca e decimo sovrano di una Città degli Dèi fu forse uno dei tali semidei? I resti sumerici non sono espliciti a riguardo, ma sospettiamo che lo fosse (in questo caso suo padre sarebbe Utu/Shamash). 

In caso contrario, perché mai una Città degli Dèi (in questo caso Sippar) sarebbe stata posta il suo comando, in una sequenza nalla quale tutti i sei precedenti sovrani erano capi Anunnaki? E come sarebbe potuto regnare a sippar per 21.600 anni se non avesse avuto il beneficio genetico della relativa "immortalità degli Anunnaki?

Pur se la Bibbia non rivela quando ebbe inizio questa promisquità fra umani e Anunnaki, ma solo che <> e a diffondersi, il libro pseudo-epigrafico rivela che l'attività sessuale di giovani déi era diventata un problema pressante nel periodo di Enoch ben prima del Diluvio (Enoch infatti era il settimo patriarca dei dieci antidiluviani).

Stando al Libro dei Giubilei, infatti una delle faccende in merito alle quali Enoch aveva <>, riguardava <>.

Stando a questa fonte, questo era un peccato molto grave commesso dagli "angeli del Signore", una "fornicazione" <

Il Libro di Enoch getta ancora più luce su quegli avvenimenti:

E accade quando i figli degli uomini
cominciarono a moltiplicarsi
e naquero loro figlie belle e piacenti.
Egli angeli, i Figli del Cielo,
le videro e ne furono attratti
e si dissero: <
fra le figlie degli uomini che ci partoriranno dei figli>>.

Stando a questa fonte non si trattò di iniziative sporadiche di un singolo di un qualche giovane Anunnaki che aveva ceduto al piacere dei sensi. E ben chiaro che alla pulsione sessuale si aggiungeva il desiderio di avere figli.

E che la scelta di prendere mogli umane fu una decisione presa deliberatamente da un gruppo di Anunnaki che agiva di comune accordo. 

Così si riunirono tutto e fecero un giuramento per <> pur se era in aperta violazione della "regola della loro legge". Gli angeli, scesero sul monte Hermon (monte del giuramento) nell'estremità meridionale del Libano, <

I duecento si divisero in sottogruppi di dieci; "i capi dei Dieci". Tutta questa impresa, dunque, era stata ben orchestrata da un gruppo di <> che volebvano porre rimedio a questa incresciosa situazione.

E ovvio che nei libri pseudo epigrafici il coinvolgimento sessuale delle creature divine con le femmine terrestri non risultasse altro che desiderio, fornicazione, contaminazione - un peccato degli "angeli caduti". La prospettiva prevalente, infatti, coincide con quella della Bibbia, ma non è corretta.

Da rimproverare, e perciò da dover punire, spazzare via dalla terra, sono i figli dell'Adamo, non i figli degli Elihim. Questi ultimi infatti, vengono ricordati con affetto: il versetto 4  li ricorda come <>

Dalle mie letture La bibbia degli dèi di Zacharia Sitchin

Monday, January 10, 2011

Genesi biblica (prima parte)

http://zret.blogspot.com/2011/01/genesi-biblica-prima-parte.html

Genesi biblica (prima parte)

“Genesi biblica. Evoluzione o creazione? Caino è la chiave del mistero”, Belluno, 2007, è un singolare saggio scritto da don Guido Bortoluzzi (1907-1991). Ad esser precisi, l’opera ambisce a presentarsi come una rivelazione ricevuta da don Guido, intemerata e schietta figura di sacerdote nato a Farra d’Alpago (Belluno): infatti il Signore avrebbe comunicato al parroco, per mezzo di visioni, la verità sulle origini del genere umano a spiegazione ed integrazione del Genesi. Corre l’obbligo di non ignorare questo titolo, benché non sia imperniato su una mera ricerca, considerato l’interesse dei temi trattati e le pur parziali convergenze con recenti indagini genetiche, paleontologiche e storico-archeologiche.

Vediamo di riassumere le singolari tesi del libro. Dio creò il primo Uomo puro e perfetto. Il “peccato originale” fu un rapporto procreativo avuto da Adamo con una specie inferiore che don Guido chiama “ancestri”. Il frutto di tale trasgressione, compiuta solo da Adamo, non da Eva, fu un’ibridazione della specie umana perfetta. La prima Donna era perfetta ed innocente perché bambina quando fu commesso il peccato originale. Il marchio che rendeva riconoscibile Caino, rampollo misto di Adamo, era la parola, l’unico segno umano percettibile. L’ibridazione della specie umana, discendente da Caino, provocò una corruzione delle successive generazioni a tal punto che gli ibridi assunsero i caratteri di ominidi. Tuttavia ripetuti interventi rigeneratori di Dio portarono l’uomo alla sua rievoluzione fino ad essere in grado, nella pienezza dei tempi, di accogliere la Redenzione. Va puntualizzato che Eva apparteneva alla specie inferiore degli ancestri: ella non fu la vera moglie di Adamo, ma una partner occasionale in una copula non lecita, da cui nacque Caino, laddove la prima Donna che al tempo del peccato aveva solo un paio d’anni e che, crescendo, diventò la sposa legittima del Capostipite, fu completamente estranea a qualsiasi colpa. Ecco perché la tradizione ebraica menziona due mogli del Protoplasta: Lilith (Eva) che generò mostri e diavoli (ibridi) ed una consorte, la Donna che diede alla luce, gli uomini, i Figli di Dio. Costoro si invaghirono delle figlie degli uomini, i mescolati, sicché, unitisi a quelle donne, la specie pura risultò inquinata.

Eva, femmina ancestre, era bianca di pelle e glabra: fu creata da Dio come esemplare unico. Ella partorì la Bambina, ossia la futura sposa dell’Archegete. La Bambina fu “tratta dalla costola di Adamo”, cioè dal suo seme, mentre egli era sprofondato nel sonno: Dio creò nella matrice di Eva “un gamete perfetto della specie dei Figli di Dio che, unendosi al gamete del Progenitore, diede vita alla prima cellula della bellissima Neonata”.

Se ho ben interpretato il complesso quadro delineato dall’autore, Eva fu usata come ospite per generare la Donna, come ponte tra una specie di ominidi e la specie umana.

Centrale è in questa ricostruzione, la simbologia dei due alberi citati nel Genesi: stando allo scrittore,
l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male è la linea genetica (il philon) degli ancestri rappresentata dalla femmina Eva: fu albero del Bene "quando per volontà di Dio era stato conosciuto da Adamo nel sonno e fu concepita la Bambina; divenne albero del Male, quando Adamo ebbe con Eva un rapporto di conoscenza sessuale al di fuori del progetto di Dio.” In tale esegesi, Eva ed il Serpente, animale metafora dell’ancestre fattrice, coincidono.

Come giudicare l’interpretazione di “Genesi biblica”? Si sarebbe tentati di liquidare il tutto come un insieme di idee fantasiose, soprattutto perché disancorate dal
testo biblico di cui sembrano una rielaborazione. Tuttavia i contenuti del saggio sono altrettanti spunti per tentare di gettare un po’ di luce su una materia intricatissima, in cui confluiscono scienze ed approcci disparati.

Aveva ragione Edgar Allan Poe che, nel racconto “La lettera rubata”, ci spinge a riflettere su come ciò che è davanti agli occhi è spesso invisibile. Rileggiamo la Bibbia: noteremo che, sebbene Elohim abbia proibito ai Protoplasti di nutrirsi del frutto che cresce sull’albero della Conoscenza, Eva mangia il pomo dell’albero della Vita al centro del giardino! Quale violazione ella, che comunque fraintende il divieto, commise, se Elohim aveva vietato di mangiare il frutto di un’altra pianta, frutto che Eva, obbedendo alla prescrizione divina, non gustò?

Bisogna qui ricordare che, per quanto mi consta, è stato Alessandro De Angelis, a cogliere l’incongruenza biblica, la confusione tra i due alberi.

I passi biblici, di seguito riportati, dimostrano quanto evidenziato.

“Dio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. […] Dio poi ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché, nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

[…] Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che, nel giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».

La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei ed egli ne mangiò”.




Sunday, June 28, 2009

Il gigante di Mc Clelland

http://zret.blogspot.com/2009/06/il-gigante-di-mc-clelland.html

Il gigante di Mc Clelland

Clark Mc Clelland è un ingegnere aerospaziale. E' stato responsabile della struttura di controllo per la sicurezza delle missioni dello Shuttle. E' stato pure astronauta dal 1958 al 1992 e, come tale, ha contribuito alla realizzazione delle missioni Mercury, Gemini, Apollo. A causa di alcune sue rivelazioni sulla realtà extraterrestre, Mc Clelland è stato licenziato e gli è stato pure negato il trattamento di quiescenza.

La comunità "scientifica" l'ha ostracizzato per le sue dichiarazioni che vertono su presunti esseri extraterrestri alti 8-9 piedi (circa tre metri). Mc Clelland narra la sua sbalorditiva esperienza nel modo seguente: "Era il 1991. Mi trovavo nel Launch control center (L.C.C.). Usci a prendere una tazza di caffé nero. Ero stanco ed avevo bisogno di qualcosa che mi tirasse un po' su. Tornai in ufficio e subito guardai i monitor in alto. Quando vidi che cosa c'era sul terzo schermo, rimasi impietrito. Vidi i nostri due astronauti fluttuare attaccati alla stiva di carico mediante tether, mentre discutevano con un'altissima creatura aliena. Dietro lo Space shuttle, era visibile una strana nave orbitante a distanza di sicurezza dal nostro shutlle. L'extraterrestre era sospeso, immobile, senza alcunché che lo legasse alla stiva di carico. Secondo quanto vidi, non portava nessun tipo di arma. Aveva due braccia lunghissime, due mani con quelle che sembravano dita, due lunghe gambe, un busto piuttosto magro. Mi parve di scorgere due occhi, il naso e nient'altro."

Il cosmonauta statunitense stimò la statura dell'essere in base alle dimensioni interne dello Shutlle. Purtroppo Mc Clelland non riuscì ad osservare le dita delle mani, quindi non sappiamo se il gigante fosse esadattilo: se così fosse, la testimonianza dell'ingegnere potrebbe corroborare altre dichiarazioni, come quella di Eric Gairy. "Eric Gairy, primo ministro e ministro degli Esteri di Grenada, è noto perché il 12 ottobre del 1978, tenne un discorso all'assemblea dell'O.N.U. in occasione della trentesima e seconda riunione plenaria, i cui cardini, tra gli altri, furono i seguenti: il Triangolo delle Bermuda, gli oggetti volanti non identificati ed il fenomeno extraterrestre.

Gairy, dopo una serie di avvistamenti di U.F.O. nell'isola di Grenada, cominciò ad interessarsi del tema, chiedendosi che cosa potesse collegare il piccolo stato delle Antille a presunti extraterrestri. Un episodio in particolare cambiò la sua vita: un giorno venne a sapere che alcuni pescatori avevano trovato sulla battigia il corpo senza vita di un essere alto circa tre metri, con il capo incorniciato da lunghi capelli intrecciati. La creatura era di pelle bianca ed aveva sei dita per mano. Lo stesso Gairy, recatosi sul luogo del ritrovamento, potè vedere la salma del gigante che gli parve dimostrare una trentina d'anni".

Sono evidenti alcune somiglianze tra il gigante scorto da Mc Clelland e quello visto da Gairy: in particolare la statura corrisponde. Questi Titani extraterrestri non appartengono solo a singolari esperienze della nostra epoca: come è noto, leggende e vestigia paleontologiche riferibili a creature dalla notevole statura si rintracciano presso moltissime civiltà. Nella Bibbia sono citati i Nefilim, il cui nome dovrebbe significare appunto "giganti" e non "caduti". Il suggestivo Libro di Enoch descrive esseri titanici, nati da un connubio tra "dèi" ed uomini.

Come avviene spesso, l'esplorazione del passato aiuta a gettare un barlume sugli enigmi del presente.

Fonti:

L. Sudbury, Il misterioso libro di Enoch, 2009
D. Whitney, L'astronauta extraterrestre, in X Times, n. 8, giugno, 2009
Zret, Il gigante di Grenada, 2009