L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, January 10, 2011

Genesi biblica (prima parte)

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Genesi biblica (prima parte)

“Genesi biblica. Evoluzione o creazione? Caino è la chiave del mistero”, Belluno, 2007, è un singolare saggio scritto da don Guido Bortoluzzi (1907-1991). Ad esser precisi, l’opera ambisce a presentarsi come una rivelazione ricevuta da don Guido, intemerata e schietta figura di sacerdote nato a Farra d’Alpago (Belluno): infatti il Signore avrebbe comunicato al parroco, per mezzo di visioni, la verità sulle origini del genere umano a spiegazione ed integrazione del Genesi. Corre l’obbligo di non ignorare questo titolo, benché non sia imperniato su una mera ricerca, considerato l’interesse dei temi trattati e le pur parziali convergenze con recenti indagini genetiche, paleontologiche e storico-archeologiche.

Vediamo di riassumere le singolari tesi del libro. Dio creò il primo Uomo puro e perfetto. Il “peccato originale” fu un rapporto procreativo avuto da Adamo con una specie inferiore che don Guido chiama “ancestri”. Il frutto di tale trasgressione, compiuta solo da Adamo, non da Eva, fu un’ibridazione della specie umana perfetta. La prima Donna era perfetta ed innocente perché bambina quando fu commesso il peccato originale. Il marchio che rendeva riconoscibile Caino, rampollo misto di Adamo, era la parola, l’unico segno umano percettibile. L’ibridazione della specie umana, discendente da Caino, provocò una corruzione delle successive generazioni a tal punto che gli ibridi assunsero i caratteri di ominidi. Tuttavia ripetuti interventi rigeneratori di Dio portarono l’uomo alla sua rievoluzione fino ad essere in grado, nella pienezza dei tempi, di accogliere la Redenzione. Va puntualizzato che Eva apparteneva alla specie inferiore degli ancestri: ella non fu la vera moglie di Adamo, ma una partner occasionale in una copula non lecita, da cui nacque Caino, laddove la prima Donna che al tempo del peccato aveva solo un paio d’anni e che, crescendo, diventò la sposa legittima del Capostipite, fu completamente estranea a qualsiasi colpa. Ecco perché la tradizione ebraica menziona due mogli del Protoplasta: Lilith (Eva) che generò mostri e diavoli (ibridi) ed una consorte, la Donna che diede alla luce, gli uomini, i Figli di Dio. Costoro si invaghirono delle figlie degli uomini, i mescolati, sicché, unitisi a quelle donne, la specie pura risultò inquinata.

Eva, femmina ancestre, era bianca di pelle e glabra: fu creata da Dio come esemplare unico. Ella partorì la Bambina, ossia la futura sposa dell’Archegete. La Bambina fu “tratta dalla costola di Adamo”, cioè dal suo seme, mentre egli era sprofondato nel sonno: Dio creò nella matrice di Eva “un gamete perfetto della specie dei Figli di Dio che, unendosi al gamete del Progenitore, diede vita alla prima cellula della bellissima Neonata”.

Se ho ben interpretato il complesso quadro delineato dall’autore, Eva fu usata come ospite per generare la Donna, come ponte tra una specie di ominidi e la specie umana.

Centrale è in questa ricostruzione, la simbologia dei due alberi citati nel Genesi: stando allo scrittore,
l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male è la linea genetica (il philon) degli ancestri rappresentata dalla femmina Eva: fu albero del Bene "quando per volontà di Dio era stato conosciuto da Adamo nel sonno e fu concepita la Bambina; divenne albero del Male, quando Adamo ebbe con Eva un rapporto di conoscenza sessuale al di fuori del progetto di Dio.” In tale esegesi, Eva ed il Serpente, animale metafora dell’ancestre fattrice, coincidono.

Come giudicare l’interpretazione di “Genesi biblica”? Si sarebbe tentati di liquidare il tutto come un insieme di idee fantasiose, soprattutto perché disancorate dal
testo biblico di cui sembrano una rielaborazione. Tuttavia i contenuti del saggio sono altrettanti spunti per tentare di gettare un po’ di luce su una materia intricatissima, in cui confluiscono scienze ed approcci disparati.

Aveva ragione Edgar Allan Poe che, nel racconto “La lettera rubata”, ci spinge a riflettere su come ciò che è davanti agli occhi è spesso invisibile. Rileggiamo la Bibbia: noteremo che, sebbene Elohim abbia proibito ai Protoplasti di nutrirsi del frutto che cresce sull’albero della Conoscenza, Eva mangia il pomo dell’albero della Vita al centro del giardino! Quale violazione ella, che comunque fraintende il divieto, commise, se Elohim aveva vietato di mangiare il frutto di un’altra pianta, frutto che Eva, obbedendo alla prescrizione divina, non gustò?

Bisogna qui ricordare che, per quanto mi consta, è stato Alessandro De Angelis, a cogliere l’incongruenza biblica, la confusione tra i due alberi.

I passi biblici, di seguito riportati, dimostrano quanto evidenziato.

“Dio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. […] Dio poi ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché, nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

[…] Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che, nel giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».

La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei ed egli ne mangiò”.




Wednesday, May 19, 2010

La genesi della specie umana: un rompicapo (prima parte)

http://zret.blogspot.com/2010/05/la-genesi-della-specie-umana-un.html

La genesi della specie umana: un rompicapo (prima parte)

L'origine della specie umana è un rompicapo. E' ormai acclarato che il neo-darwinismo è una teoria vacillante, nonostante i patetici tentativi dei conservatori di puntellarla, contro le evidenze della biologia molecolare, della paleontologia e dell'antropologia cui si è anche aggiunto, in questi ultimi decenni, il contributo controverso, ma non irrilevante della paleoastronautica.[1] Restano, però, molti interrogativi. Sono quesiti che si riferiscono ad ambiti in cui un passato remoto riaffiora nel presente con un corollario di interessanti ed inquietanti risvolti. Elenco alcuni di tali quesiti, per provare poi a gettare un po' di luce su un tema tanto intricato, senza la presunzione di sciogliere il nodo gordiano, ma con l’intento di stimolare un costruttivo dibattito.

- Erectus e Sapiens sono la stessa specie o due specie distinte, ma molto simili?
- Che rilevanza assumono nella storia filogenetica il gruppo RH negativo ed il D.N.A. mitocondriale?
- Sono credibili scenari di ibridazione per opera di esseri non terrestri? Se sì, quali specie furono ibridate?
- Homo Neanderthalensis si incrociò con Sapiens?
- Homo Sapiens comparve intorno al 300.000 a.C. o molto prima, come sembrerebbero provare le impronte di Laetoli ed altri indizi?
- Esistettero Ominidi tetradattili nel Mesozoico, giusta le testimonianze costituite dalle pietre di Ica?

- Erectus e Sapiens sono la stessa specie o due specie distinte, ma molto simili?

Stando a Harun Yahya e ad altri ricercatori, Erectus e Sapiens sono la stessa specie: gli scheletri fossili ne testimonierebbero l'identità. Homo erectus, cioè l'uomo che cammina in posizione eretta, possedeva una capacità cranica da 900 a 1000 cm3. Lo stesso evoluzionista Donald Johnson, a proposito del bambino di Turkana, fossile rinvenuto in Kenya, di un giovinetto di 12 anni, che da adolescente sarebbe stato alto circa un metro ed 83 centimetri, ammette: "La sua complessione e gli arti si possono assimilare a quelli degli attuali abitanti dell'Africa equatoriale. La taglia è perfettamente sovrapponibile alla statura media degli adulti bianchi dell'America settentrionale". Un altro noto evoluzionista, Richard Leakey, afferma che le differenze tra Erectus e Sapiens potrebbero riguardare la razza, ossia cambierebbe il fenotipo e non il genotipo. Se, però, come ipotizzano gli accademici, Erectus risale a circa 1,5 milioni di anni fa, occorrerebbe retrodatare l'apparizione dell'uomo "moderno". In verità, i fossili su cui si basano le classificazioni sono spesso frammentari e quasi inconsistenti sicché desumere la storia degli ominidi da qualche molare o scheggia di femore è azzardato.

[1] Bisogna qui spezzare una lancia a favore di Charles Darwin che, a differenza dei neo-evoluzionisti, presentò le sue pur distorte idee come una teoria e non un dogma. Egli era anche conscio che i dati paleontologici avrebbero potuto smentire i suoi modelli. Infine, quando fu pubblicata "L'origine della specie" (1859), non era ancora nata, per opera di Mendel, la genetica che è stata il colpo di grazia per le elucubrazioni evoluzioniste.


Friday, May 14, 2010

Il gigante di Erodoto

http://zret.blogspot.com/2010/05/il-gigante-di-erodoto.html

Il gigante di Erodoto

Erodoto, in Storie I, 68, ricorda che lo spartiate Lica, su indicazione della Pizia, la sacerdotessa di Apollo, venne a sapere da un fabbro del luogo in Arcadia, dove presumibilmente era stato sepolto Oreste, figlio di Agamennone e matricida. Nella tomba, secondo il racconto dell’artiere, giaceva lo scheletro di un uomo alto sette cubiti, un gigante di circa tre metri! Lo spartiate riferì il tutto ai concittadini che, accusandolo di propalare notizie mendaci, lo espulsero dalla pòlis. La testimonianza di Erodoto è aneddotica e non trova conferma né in altri autori né in ritrovamenti paleontologici in loco, ma si innesta su altre tradizioni che narrano di uomini di altissima statura (dai due metri e mezzo in su). Si possono qui almeno ricordare, a mero titolo esemplificativo, i giganti descritti in alcuni libri della Bibbia e le creature titaniche i cui resti sono stati reperiti in Sardegna. E’ possibile che la stirpe dei Giganti sia appartenuta ad una specie estintasi in epoca lontana, ma storica. Qualche ricercatore collega questa genia ad antenati non terrestri: è forse un volo pindarico. Non di meno, i paleontologi ufficiali hanno recentemente classificato una nuova specie di ominide dalla notevole statura, Homo Goliath… Poi, però, è calato il silenzio. Riporto il passo di cui sopra.

"Con simili riforme gli Spartani ottennero una buona legislazione; alla morte di Licurgo gli dedicarono un santuario che è tuttora molto venerato. Poiché risiedono in un buon territorio e costituiscono una massa non indifferente di uomini, ebbero un rapido sviluppo e conseguirono un notevole grado di prosperità al punto che non si accontentarono più di vivere in pace, ma, presumendo di essere più forti degli Arcadi, consultarono l'oracolo di Delfi sull'Arcadia intera e la Pizia diede loro il seguente responso: “Mi chiedi l'Arcadia? Chiedi molto: non te la concederò. In Arcadia ci sono molti uomini che si nutrono di ghiande i quali vi respingeranno; ma non voglio opporti solo un rifiuto: ti concederò Tegea, battuta dai piedi, per ballare e la sua bella pianura, da misurare con la fune. Appresa la risposta, gli Spartani si tennero lontani da tutti gli altri Arcadi, ma intrapresero una spedizione militare contro Tegea; e avevano tanta fiducia nell'ambiguo responso che portarono con sé anche le catene, per essere pronti a rendere schiavi i Tegeati. Quando, però, furono sconfitti nella battaglia, quanti di loro rimasero prigionieri furono costretti a lavorare la terra della pianura di Tegea dopo aver misurato con la fune la parte spettante a ciascuno ed incatenati con gli stessi ceppi che si erano portati dietro. […]

Durante questo primo conflitto, gli Spartani continuarono ad avere la peggio negli scontri contro i Tegeati, ma al tempo di Creso e del regno spartano di Anassandride e di Aristone, gli Spartiati ormai avevano acquistato una sicura superiorità bellica ed ecco come. Visto che in guerra risultavano sempre inferiori ai Tegeati, inviarono a Delfi una delegazione a chiedere quale dio dovessero propiziarsi per prevalere nella guerra contro Tegea. La Pizia rispose che ci sarebbero riusciti, quando avessero traslato nella loro città le ossa di Oreste, figlio di Agamennone. Poiché, però, non erano capaci di scoprire il luogo in cui Oreste era stato seppellito, mandarono di nuovo a chiedere al dio dove esattamente giacesse Oreste. Agli inviati la Pizia diede la seguente risposta: 'In Arcadia c'è una città, Tegea, in una aperta regione dove soffiano due venti sotto dura costrizione, dove c'è colpo e ciò che respinge il colpo, dove male giace su male, lì la terra, generatrice di vita, racchiude il figlio di Agamennone. Quando lo avrai con te, sarai signore di Tegea'. Anche dopo aver ricevuto questa risposta, gli Spartani non riuscivano affatto a scoprire il luogo in questione, pur cercandolo in ogni dove, finché lo trovò un certo Lica. […]

Lica, grazie ad un colpo di fortuna e alla sua intelligenza, trovò a Tegea la tomba di Oreste. Esistevano allora libere relazioni fra Sparta e Tegea; Lica, entrato in una fucina, se ne stava ad osservare ammirato la lavorazione del ferro. Il fabbro si accorse del suo stupore e, interrompendo il proprio lavoro, gli disse: 'Ospite spartano, sono sicuro che rimarresti a bocca aperta, se vedessi quello che ho visto io, dal momento che guardi con tanta meraviglia battere il ferro. Devi sapere che io volevo costruire un pozzo nel mio cortile e scavando ho urtato in una bara lunga sette cubiti. Non potendo credere che fossero mai esistiti uomini più alti degli attuali, la scoperchiai e vidi un cadavere lungo quanto la bara. Lo misurai e lo seppellii di nuovo'. Il fabbro gli raccontava quanto aveva visto e Lica riflettendoci ne arguì che quel morto fosse Oreste; lo deduceva dal testo dell'oracolo, interpretato così: nei due mantici del fabbro, che aveva sott'occhio, riconobbe i venti, nel martello e nell'incudine il colpo e ciò che respinge il colpo, nel ferro battuto il male che giace sul male, interpretando in base al principio che il ferro sia stato scoperto per il male dell'uomo. Avendo compreso l'enigma, fece ritorno a Sparta e riferì ai suoi concittadini come stavano le cose. Essi lo accusarono di propagazione di notizie false e lo bandirono dalla città. Lica tornò a Tegea e, narrando al fabbro quanto gli era accaduto cercò, ma senza successo, di prendere in affitto da lui quel cortile. Col tempo, riuscì a convincerlo e vi si poté installare; allora disseppellì la bara, raccolse le ossa di Oreste e con esse rientrò a Sparta. E da quel momento, ogni volta che avevano luogo degli scontri con i Tegeati, gli Spartani avevano sempre la meglio".


Saturday, May 8, 2010

Involuzione

http://zret.blogspot.com/2010/05/involuzione.html

Involuzione

Michael Cremo è un ricercatore statunitense, autore, insieme con il matematico Richard Thompson, di "Archeologia proibita" (la traduzione italiana del titolo è infelice e forviante, poiché il voluminoso saggio tratta per lo più di paleontologia). La sua ultima fatica è "Le origini segrete della razza umana, Le prove scientifiche e spirituali della vera storia dell'umanità", 2008.

Quanto espone Cremo, nelle sue scrupolose opere, contraddice i paradigmi scientifici imperanti, soprattutto nell'ambito della biologia, della paleontologia e della storia antica, collegandosi alle investigazioni di altri studiosi eretici, ma con una visione di più ampio respiro. Cremo, infatti, non resta confinato nell'ambito dell'empiria, ma slarga l'orizzonte verso le dimensioni immateriali. L'establishment scientifico può soltanto ignorare le acquisizioni provenienti dalle ricerche eterodosse o aggredire quanti non si allineano.

La scienza accademica, nonostante qualche timido tentativo di svecchiamento, è ancora quella ottocentesca, di cui Friedrich Nietzsche nella celebre opera "La gaia scienza", denuncia la misera visione meccanicistica. Scrive infatti il filosofo tedesco: "Un'interpretazione scientifica del mondo, come l'intendete voi, potrebbe essere pur sempre una delle più sciocche, cioè tra tutte le possibili interpretazioni del mondo, una delle più povere di senso: un mondo essenzialmente meccanico sarebbe un mondo essenzialmente privo di senso".

Nel campo delle scienze biologiche i dogmi darwiniani sono proclamati a gran voce da accademici aggrappati ad un'assurda teoria in cui il caso e un'inesplicabile differenziazione e presunta evoluzione delle specie viventi generano un guazzabuglio. Noncuranti delle falle e delle incongruenze che minano (uso una voce eufemistica) il neo-darwinismo, gli "scienziati" ortodossi sono simili a soldati che battono in ritirata, ancora inalberando, in un ultimo sussulto di orgoglio, una bandiera lacera.

Il merito maggiore di Michael Cremo, di cui alcune tesi restano opinabili, è l'aver sostituito al falso concetto di evoluzione, il principio contrario di involuzione. L'autore crede che in remote epoche geologiche già esistevano degli uomini, le cui tracce sotto forma soprattutto di reperti litici sono state trovate in gran copia. Egli ritiene pure che antichi abitanti della Terra fossero più evoluti sul piano spirituale e della coscienza rispetto al moderno Sapiens sapiens, constatando come la percezione della realtà si sia, con il passare del tempo, viepiù offuscata e la mente ottusa. Tale ottundimento trova una conferma nei testi della Tradizione che, sebbene con metafore differenti, alludono alla caduta dell'umanità da un primigenio stato di armonia e saggezza ad una condizione di ignoranza (avydia) e separazione.

Le esplorazioni di Cremo palesano qualche tangenza con le pur controverse risultanze di altri scrittori: mi riferisco, ad esempio, al vituperato Zecharia Sitchin cui, quantunque le sue traduzioni del sumero siano molto approssimative e nonostante altri limiti, non si può disconoscere il merito di aver intuito nella sua retrospezione storica sugli Anunnaki, gli sviluppi dell'ingegneria genetica, corroborando la teoria dell'intervento esterno.

Naturalmente, occorrerebbe comprendere il motivo del regresso ed individuarne i fattori (naturali? artificiali? esotici?), ma che l'umanità attuale occupi il segmento finale della parabola è incontestabile. Ancor più saremo rafforzati in questo convincimento, se considereremo il livello infimo in cui è precipitata la comunità "scientifica", rappresentata oggi in Italia (ma all'estero la situazione non è migliore) dai rauchi bardi del C.I.C.A.P.[1] Se questa non è la prova provata dell'involuzione!

[1] Recentemente l'orda barbarica del C.I.C.A.P., dopo aver bivaccato in Report, ha piantato le tende nella trasmissione Rebus, nuova serie. Per il buon De Collanz auspicavamo un decollo, ma paventiamo una decollazione.



Thursday, April 29, 2010

A scuola da Attivissimo

Ecco a voi una nuova puntata di:

"Non rientra nelle nostre priorita' occuparci dei disinformatori"

http://zret.blogspot.com/2010/04/scuola-da-attivissimo.html

A scuola da Attivissimo

I manuali scolastici sono strumenti per l'indottrinamento delle nuove generazioni. Se ne traggono sempre nuove conferme. Nei testi di Storia, si continua a presentare la teoria dell'evoluzionismo, come fosse una verità incontrovertibile. Non si accenna mai neppure alla teoria degli equilibri punteggiati di Eldredge e Gould, formulazione che, rispetto al Darwinismo classico, appare un po' più sensata, poiché, per lo meno, fotografa una realtà paleontologica. La stessa panspermia, pur essendo stata ipotizzata dal noto Crick, idolo dei biologi mainstream, è oggetto di ostracismo. Crani fossili di scimpanzè nei rutilanti, ma inutili apparati iconografici, sono spacciati per reperti appartenenti ad ominidi progenitori di Homo Sapiens, presunti antropoidi dai nomi improbabili. Pare che la diffusione del Darwinismo ed il suo radicamento nell'enciclopedia dello studente medio sia proporzionale alla sua assurdità, straboccante di incongruenze, prodigiose apparizioni di nuove specie, piante ed animali chimerici...

Il plagio continua con la storia antica: le piramidi naturalmente erano tombe di faraoni, i Sumeri furono la più antica civiltà etc. Gobleki Tepe? Passata sotto silenzio. In una recente pubblicazione per il biennio, sulla copertina campeggia una singolare ed inquietante riproduzione di un manufatto attribuito alla cultura pre-sumerica di Ubaid: la scultura rappresenta una creatura dalle sembianze se non rettiliane, molto inusuali, mentre tiene al seno il piccolo. Nella didascalia della foto, riportata all'interno del capitolo dedicato alle civiltà mesopotamiche, si legge banalmente: "Donna che allatta un bambino" (sic)...

Quali e quante siano le menzogne che deturpano i libri di storia contemporanea è facile immaginare: gli Alleati, incarnazione del Bene, salvarono l'Europa della tirannia nazionalsocialista. Che Hitler fu una creatura degli Oscurati (da Prescott Bush a Winston Churchill, passando per mille altri criminali) è un tabù destinato a rimanere tale per molto tempo ancora. La concezione orizzontale della storia imperversa sicché gli allievi sono portati a credere che nel passato più o meno recente si siano combattute guerre tra stati realmente opposti tra loro, dimenticando che molti conflitti sono stati e sono ancor oggi orchestrati e fomentati dalle élites di burattinai all'insaputa dei popoli, carne da cannone.

I libercoli di Educazione cinica poi sono immondi: rigurgitano di luoghi comuni, di ipocriti e vomitevoli pamphlets contro la mafia e la xenofobia.

Con la Geografia l'orrore tocca l'apogeo: letture impregnate di un ambientalismo d'accatto, alla Al Gore, demonizzazione del biossido di carbonio ad ogni piè sospinto, panegirici dolciastri del Trattato di Lisbona, dell'O.N.U. e simili turpitudini. Non mancano le pubblicità, nella forma surrettizia di ruffiane istantanee, che esibiscono lattine di intrugli venefici e cellulari cancerogeni. Come se non bastasse, il linguaggio è talmente sciatto e sclerotico che pare questi libracci si siano giovati della mirabile consulenza linguistica di Attivissimo.

Purtroppo non si salvano dalla disinformazione neppure i libri che dovrebbero essere innocui: di recente mi sono imbattuto in uno scartafaccio di Inglese. Prescindiamo pure dal guazzabuglio di dialoghi idioti, di esercizi farraginosi, di parti grammaticali sgangherate ed incomprensibili (sono libri con cui riuscirebbe a disimparare l'inglese persino Oscar Wilde), suscita comunque sdegno che, anche in codesti zibaldoni, siano introdotte letture menzognere: in una si decantavano gli organismi geneticamente modificati come panacea. In particolare, nell'articolo si affermava che i cereali, frutto delle biotecnologie, consentiranno di sconfiggere la cecità tra i bambini del cosiddetto Terzo mondo.

Potrei seguitare con gli esempi, ma est modus in rebus.

Alla fine ci si chiede quale criterio ci potrà guidare nella scelta tra un manuale scolastico e la pubblicazione di uno "scienziato" affiliato al C.I.C.A.P. La carta: alcuni rotoli di carta igienica si apprezzano per la maggiore morbidezza.



8 commenti:

Straker ha detto...

"Siccome che", "a un dato momento appunto", "assolutamente sì", "assolutamente no", "sbufalamento", "bufala", "sciachimista", "taroccato", etc. La scuola cicappina avanza, mentre Dante si rivolta nella tomba. Santa Gelmini, salvaci tu.

Zret ha detto...

"Nel senso che"...

Zret ha detto...

"Abbiamo sbufalato le teorie degli sciachimisti". "Debunker significa sbufalatore". (P.A.)

wlady ha detto...

Molti studiosi dovrebbero convincersi che anch'essi, al pari degli scrittori debbono sottostare alle leggi della narrazione.

Le strutture narrative determinano la verosimiglianza dei fatti, e la storia, più della letteratura, ha il dovere della verosimiglianza, della coerenza.

Per questo motivo i libri di storia migliori sono alla fine quelli che riferiscono i fatti minori e non quelli eclatanti.

Vincenzo Cerami scriveva in un suo libro che: "La storia della moda, della televisione, e della canzone, del costume, delle insegne, della pubblicità, delle forme automobilistiche ci dice più sul nostro mondo di quanto possa fare il manuale che si studia a scuola".

Cordialmente, wlady

paolo ha detto...

Esiste anche il neologisma 'fuffa' caro a quella gentaglia da cui mi pare discenda anche, di conseguenza, il termine 'fuffaro'. Non so da dove l'abbiano pescato ma continuano ad usarlo ad ogni piè sospinto.

Fatto sta che i 'debunkers' non hanno molto cervello nè molta preparazione culturale. Si capisce che sono stati mandati allo sbaraglio.

Zret ha detto...

Paolo, se, per disgrazia ci si imbatte, in uno degli scartafacci scritti da certi beoti, è tutto un fiorire di orridi neologismi, di solecismi e brutture linguistiche, ma tant'è, la decadenza della società è rispecchiata ed incarnata dalla putrefazione della lingua.

Wlady, apprezzo molto una sentenza dell'artista concettuale Atkinson che affermò: "La cultura è tutto, anche il modo di camminare". Il taglio antropologico, privilegiato dalla corrente annalistica, potrebbe accostare le nuove generazioni alla storia. Certo, occorrerebbe sostituire alla pseudo-storia scritta dai vincitori, la vera storia e questa è impresa che appartiene quasi all'utopia.

Ciao e grazie.

ANGELO CICCARELLA ha detto...

Compito nostro, quale alternativa alla scuola e al ministro (in)competente - Gelmini o chiunque altro, pari sono - è portare alla conoscenza della gente di buona volontà, una bibliografia ragionata controcorrente, che spazi dalla fisica alla storia all'antropologia, che metta in evidenza personalità e geni dimenticati perché non politicamente corretti. In Italia, sin dagli anni settanta, sono stati stampati libri da piccoli editori coraggiosi, che rispondono a tale esigenza di verità.
Caro Zret, il lavoro che fai tu, Il Corriere Metapolitico, Straker e pochissimi altri - ci sono anche io - è eccezionale ma non basta, dobbiamo diffondere la cultura non istituzionalizzata, uno spirito critico e non passivo nei confronti del sistema: più persone aderiranno più consapevolezza si verrà a creare. Risvegliare le coscienze.
Angelo Ciccarella

Zret ha detto...

Angelo, tra i tanti scienziati che meriterebbero di essere valorizzati, citerei almeno Sermonti e Corbucci.

Cerchiamo di destare dal torpore qualcuno. I tuoi articoli su X times e sulla Rete sono ottimi contributi in questa direzione.

Sempre valido il detto evangelico: " La verità va gridata dai tetti".

Ciao e grazie.

Tuesday, April 27, 2010

L'iscrizione di Philadelphia

http://zret.blogspot.com/2010/04/liscrizione-di-philadelphia.html

L'iscrizione di Philadelphia

Michael A. Cremo e Richard Thompson, nel volume intitolato "Archeologia proibita, Storia segreta della razza umana", scrivono: "Nel 1830 furono scoperte forme simili a caratteri alfabetici scolpiti su un blocco di marmo, in una cava ad una ventina di chilometri a nord ovest di Philadelphia. Il blocco di marmo era stato reperito ad una profondità di poco più di diciotto metri. La notizia fu riportata nell'American journal of Science del 1831. Gli operai della cava avevano rimosso strati di gneiss, micascisti, ornblenda, talcoscisti e primitive argilloscisti, prima di arrivare allo strato da cui era stato tagliato il blocco con incisi i caratteri simili a lettere dell'alfabeto... Furono convocati numerosi stimati gentiluomini che esaminarono l'oggetto. Riesce difficile - chiosano gli autori - spiegare la formazione dei caratteri come opera di fenomeni naturali. Perciò non si può far altro, se non pensare ad un intervento di esseri umani intelligenti vissuti in un remoto passato."

La nota sul manufatto è accompagnata nel libro dalla raffigurazione in cui si notano due lettere inconfondibilmente greche, ossia un Pi ed uno Iota, entrambe maiuscole. E' veramente arduo congetturare che questi due glifi sbalzati sulla lastra di marmo siano dovuti a forze fisiche. Ci si trova quindi al cospetto di un reperto fuori dal tempo, un O.O.P.A.R.T., forse un frammento di un più grosso artefatto con un'epigrafe. Il reperto è una sfida per l'archeologia, poiché del tutto incongruo in quanto a luogo (come si può motivare
l'alfabeto ellenico in America?) ed a cronologia, poiché incluso in uno strato litico presumibilmente molto antico. Innumerevoli, anche se ignorati dai paleontologi e dagli archeologi ufficiali, sono sia i fossili sia gli oggetti che in nessun modo si incastrano nelle teorie ortodosse, con le loro approssimative ricostruzioni filogenetiche e storiche.

Le recenti scoperte ed acquisizioni in campo paleontologico, genetico, archeologico (si pensi al noto Starchild) inducono a concludere che la storia, quale è riportata nei patetici manuali scolastici come nelle pubblicazioni accademiche, è poco più di una storiella.

Sono imminenti nuove sbalorditive rivelazioni...

Fonti:

M. A. Cremo e R. L. Thompson, Archeologia proibita, Storia segreta della razza umana, Roma, 2005, p. 134
H. Reinhard, Impronte aliene sul pianeta terra, Roma, 2010


Leggi qui un interessante articolo su Baalbek.



3 commenti:

giuditta ha detto...

Il link inserito in questa frase:
"Leggi qui interessanti articoli sulle civiltà antidiluviane."
non porta a:
"Nessun post corrisponde alla tua ricerca. "

Zret ha detto...

Ciao Giuditta, l'ho sostituito con un collegamento ad un articolo su Baalbek, sempre di Corrado.

Grazie della tempestiva segnalazione.

Ciao

corrado ha detto...

grazie per avere segnalato ancora una volta il mio articolo

purtroppo viviamo in mezzo a funesti presagi, infezioni micotiche pericolose portate dalle scie chimiche

manipolazioni genetiche dei virus per creare pericolosissimi ibridi tra l'aviaria e la suina, mortali come la prima e contagiosi come la seconda ....

non credo che le élite riusciranno a realizzare tutti i loro piani, ma quanto orrore vedremo prima di riuscire a fermarli?

I libri di storia sono patetici, specie i manuali scolastici; le banalità ivi scritte sulla preistoria sono veramente inenarrabili.

Di recente su un testo dei miei alunni ho trovato scritto che l'homo sapiens deriva dall'uomo di neanderthal, tesi che neppure i neodarwinisti ortodossi osano più portare avanti: la datazione ortodossa dei resti umani e l'analisi genetica contraddicono tale eventualità.

Sunday, June 28, 2009

Il gigante di Mc Clelland

http://zret.blogspot.com/2009/06/il-gigante-di-mc-clelland.html

Il gigante di Mc Clelland

Clark Mc Clelland è un ingegnere aerospaziale. E' stato responsabile della struttura di controllo per la sicurezza delle missioni dello Shuttle. E' stato pure astronauta dal 1958 al 1992 e, come tale, ha contribuito alla realizzazione delle missioni Mercury, Gemini, Apollo. A causa di alcune sue rivelazioni sulla realtà extraterrestre, Mc Clelland è stato licenziato e gli è stato pure negato il trattamento di quiescenza.

La comunità "scientifica" l'ha ostracizzato per le sue dichiarazioni che vertono su presunti esseri extraterrestri alti 8-9 piedi (circa tre metri). Mc Clelland narra la sua sbalorditiva esperienza nel modo seguente: "Era il 1991. Mi trovavo nel Launch control center (L.C.C.). Usci a prendere una tazza di caffé nero. Ero stanco ed avevo bisogno di qualcosa che mi tirasse un po' su. Tornai in ufficio e subito guardai i monitor in alto. Quando vidi che cosa c'era sul terzo schermo, rimasi impietrito. Vidi i nostri due astronauti fluttuare attaccati alla stiva di carico mediante tether, mentre discutevano con un'altissima creatura aliena. Dietro lo Space shuttle, era visibile una strana nave orbitante a distanza di sicurezza dal nostro shutlle. L'extraterrestre era sospeso, immobile, senza alcunché che lo legasse alla stiva di carico. Secondo quanto vidi, non portava nessun tipo di arma. Aveva due braccia lunghissime, due mani con quelle che sembravano dita, due lunghe gambe, un busto piuttosto magro. Mi parve di scorgere due occhi, il naso e nient'altro."

Il cosmonauta statunitense stimò la statura dell'essere in base alle dimensioni interne dello Shutlle. Purtroppo Mc Clelland non riuscì ad osservare le dita delle mani, quindi non sappiamo se il gigante fosse esadattilo: se così fosse, la testimonianza dell'ingegnere potrebbe corroborare altre dichiarazioni, come quella di Eric Gairy. "Eric Gairy, primo ministro e ministro degli Esteri di Grenada, è noto perché il 12 ottobre del 1978, tenne un discorso all'assemblea dell'O.N.U. in occasione della trentesima e seconda riunione plenaria, i cui cardini, tra gli altri, furono i seguenti: il Triangolo delle Bermuda, gli oggetti volanti non identificati ed il fenomeno extraterrestre.

Gairy, dopo una serie di avvistamenti di U.F.O. nell'isola di Grenada, cominciò ad interessarsi del tema, chiedendosi che cosa potesse collegare il piccolo stato delle Antille a presunti extraterrestri. Un episodio in particolare cambiò la sua vita: un giorno venne a sapere che alcuni pescatori avevano trovato sulla battigia il corpo senza vita di un essere alto circa tre metri, con il capo incorniciato da lunghi capelli intrecciati. La creatura era di pelle bianca ed aveva sei dita per mano. Lo stesso Gairy, recatosi sul luogo del ritrovamento, potè vedere la salma del gigante che gli parve dimostrare una trentina d'anni".

Sono evidenti alcune somiglianze tra il gigante scorto da Mc Clelland e quello visto da Gairy: in particolare la statura corrisponde. Questi Titani extraterrestri non appartengono solo a singolari esperienze della nostra epoca: come è noto, leggende e vestigia paleontologiche riferibili a creature dalla notevole statura si rintracciano presso moltissime civiltà. Nella Bibbia sono citati i Nefilim, il cui nome dovrebbe significare appunto "giganti" e non "caduti". Il suggestivo Libro di Enoch descrive esseri titanici, nati da un connubio tra "dèi" ed uomini.

Come avviene spesso, l'esplorazione del passato aiuta a gettare un barlume sugli enigmi del presente.

Fonti:

L. Sudbury, Il misterioso libro di Enoch, 2009
D. Whitney, L'astronauta extraterrestre, in X Times, n. 8, giugno, 2009
Zret, Il gigante di Grenada, 2009