L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, June 23, 2012

La misteriosa morte di Serge Monast


http://zret.blogspot.it/2012/06/la-misteriosa-morte-di-serge-monast.html

La misteriosa morte di Serge Monast

Serge Monast (1945 - 5 dicembre 1996) è stato un giornalista investigativo del Quebec, poeta, saggista e studioso di storia segreta. Egli è conosciuto in particolare per aver denunciato il progetto della N.A.S.A. noto come Blue beam.

Al principio degli anni '90 del XX secolo, cominciò a scrivere dei saggi sul tema del Nuovo Ordine Mondiale ed a proposito delle trame ordite da sette occulte, ispirandosi per lo più alle opere di William Guy Carr.

Fondò l'Agenzia internazionale per la stampa libera (A.I.P.L., Agence internationale de presse libre), con cui pubblicò la maggior parte dei suoi libri. Le sue ricerche ottennero una buona risonanza, specialmente grazie ad un'intervista televisiva rilasciata all’ufologo Richard Glenn: nell’intervista egli ripetutamente mise in guardia l’opinione pubblica sui pericoli costituiti da un governo mondiale totalitario.

Nel 1994 uscì il suo contributo più noto il “Project Blue Beam (N.A.S.A.)”, dove è descritto con dovizia di particolari il piano ideato dalla N.A.S.A. con la complicità dell'O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti, n.d.r.), volto ad imporre una religione nefanda, fondata sulla venerazione dell'Anticristo attraverso la Parousia di un Cristo tecnologico.

Come spesso avviene, la "cultura popolare" è la filigrana delle interpretazioni e delle scoperte dei ricercatori indipendenti: così alcuni episodi della saga fantascientifica “Star trek” e della sua bolsa appendice, “Star trek: the next generation”, contengono in nuce riferimenti alle macchinazioni delle élites, in particolare al Progetto Blue beam. Gli episodi sono “The God thing” e “Devil’s due”. In “Devil’s due”, sul pianeta Ventax II le nazioni sono dominate dal timor panico, poiché ritengono che il mondo sia prossimo alla fine. L’ambiente è inquinato, si susseguono i terremoti e nel cielo appaiono immagini (ologrammi) di Ardra, la “dea” con cui mille anni prima le genti di Ventax II avevano stipulato un patto: ella sarebbe tornata per salvarli dalle future calamità ed il suo avvento sarebbe stato preceduto da segni apocalittici. Ardra, in realtà, sfruttando una sofisticata tecnologia, intende ridurre in schiavitù la superstiziosa e credula popolazione, fingendo di strapparla alla catastrofe finale.

Nel 1995 Monast pubblicò la sua opera più impegnativa e dirompente, Les Protocoles de Toronto (6.6.6) per denunciare i crimini di una cricca denominata "6.6.6", mirante all'instaurazione di una dittatura planetaria.

Tra il 1995 e il 1996, il sistema cominciò a perseguitare il ricercatore canadese: non volendo che i suoi figli ricevessero un'"istruzione" pubblica, aveva deciso di educarli in casa. Le autorità gli sottrassero la prole e lo perseguirono per aver violato la legge. Monast morì di infarto il 5 dicembre 1996, all'età di cinquantun anni, il giorno dopo essere aver trascorso una notte in prigione.

Alcuni dei suoi ultimi lavori sono stati ristampati dallo studioso ed editore Jacques Delacroix.

Che cosa pensare dell’immaturo decesso di Monast? L’autore canadese fu quasi certamente assassinato per mezzo di un'arma elettromagnetica. Lunghissima è la lista degli ufologi uccisi, dei genetisti e dei ricercatori nel campo della cosiddetta “free energy”, anch’essi eliminati o di cui è stato inscenato il suicidio. Non credo che la morte di Monast sia stata naturale: chi denuncia le cospirazioni del governo ombra rischia, laddove gli pseudo-attivisti del Disclosure project non corrono né hanno corso in questi anni alcun pericolo. In Italia gli ufologi istituzionali che, da mezzo secolo, seguitano a scrivere tomi e ad organizzare conferenze su lucine nel cielo, non hanno alcunché da temere. Minimizzando o negando a priori tutti gli aspetti più spinosi della questione (rapimenti, mutilazioni animali misteriose, coinvolgimento dei militari…), costoro hanno formato un’accademia che conferma lo status quo.

Gli ufologi che, pur in buona fede, propalano un’immagine degli “alieni buoni”, anzi salvatori, portano acqua al mulino delle élites. Non si può escludere che esistano civiltà esterne benevole, ma i messaggi che provengono da sedicenti Pleiadiani, Siriani, “Fratelli dello spazio” etc. sono ingannevoli. Giustamente molti si chiedono per quale motivo i ricercatori che perorano la causa del rilascio di informazioni per opera dei governi circa i dischi volanti e l’energia libera, ignorino la Biogeoingegneria. Questi investigatori, tra l’altro, avallano la menzogna del riscaldamento globale dovuto al biossido di carbonio (!!!), attendendo risoluzioni e ragguagli dagli stessi apparati che causano i problemi e mentono in modo spudorato.

Non passa giorno in cui non si alimenti la speranza che la Cabala stia per essere esautorata: si favoleggia di arresti di massa, di una Quinta colonna pronta ad uscire dai suoi nascondigli per dare il colpo di grazia al potere, di “extraterrestri angelici” che agiranno per portare la pace e risanare il pianeta. Purtroppo queste storielle, spesso canalizzate da autoproclamatisi “maestri ascesi”, sono ripetute da molti anni, ma, con qualche scusa patetica, la data dell’intervento provvidenziale e risolutivo viene sempre procrastinata. Intanto il quadro nazionale ed internazionale si deteriora viepiù, mentre di un cambiamento positivo non si vede neppure l’ombra.

E’ imminente dunque l’ascensione, Leit-motiv di certi settori talora tangenti con il variegato movimento della New age, o monteremo sull’ascensore per l’inferno? Questo non significa scartare l’idea della palingenesi, ma il rinnovamento non può provenire dai tagliagole del sistema e da chi, in modo consapevole o no, li fiancheggia.

E’ triste, desolante ammettere che in questi mala tempora ce la dovremo cavare da soli, ma è preferibile una dura verità ad un sogno fallace.

Fonte: F. Ossola, Dizionario enciclopedico di ufologia, Milano, 1981, s.v. inerenti

Articolo correlato: Steven Greer ed il suo progetto..., 2012

Tuesday, May 8, 2012

Kodiak (Alaska): uccisi due uomini che lavoravano agli apparati radio


http://www.tankerenemy.com/2012/05/kodiak-alaska-uccisi-due-uomini-che.html

Kodiak (Alaska): uccisi due uomini che lavoravano agli apparati radio

Circa un mese addietro, due tecnici in un'installazione militare dell'Alaska sono stati assassinati. Il duplice omicidio, la cui notizia è stata riportata da Guido Olimpio, potrebbe essere collegato ad attività segrete, le cosiddette 'black operations', compiute nelle basi dell'Alaska. Non è la prima volta in cui tecnici e scienziati coinvolti in progetti inerenti la genetica, la "difesa", le esplorazioni spaziali etc. sono stati eliminati, spesso inscenando dei suicidi. D'altronde la cittadina in cui è stato perpetrato il delitto non è molto distante da Gakona. A Gakona è ubicato l'impianto H.A.A.R.P. , una struttura i cui scopi vanno ben oltre lo "studio" della ionosfera. Guido Oliimpio, da buon giornalista organico al sistema, non ventila l'ipotesi che, invece, ci sembra più plausibile...

WASHINGTON - Un duplice delitto in una base militare è un fatto raro e lo è ancora di più, se dopo una settimana l’F.B.I. sembra ancora brancolare nel buio. Un mistero in un’area remota, l’isola di Kodiak, in Alaska, un avamposto sulla direttrice che porta allo stretto di Bering.

I FATTI - È la mattina del 12 aprile. In un padiglione della stazione che assiste aerei e navi vengono trovati i cadaveri di James Hopkins, 41 anni, tecnico elettronico e Richard Belisle, 51 anni. I due lavoravano nell’installazione della Guardia costiera statunitense e si occupavano di apparati radio. Infatti i loro corpi erano in un edificio, conosciuto come T2, che è usato come deposito per le antenne. Uno dei tanti in un complesso che ospita circa 60 persone. Per l’F.B.I. - che ha inviato una sua squadra sull’isola - potrebbero essere stati assassinati all’alba o durante la notte. Ma da chi?

LE IPOTESI - Gli investigatori sono stati cauti nel dare informazioni: sembra esclusa la pista del terrorismo (sic) e in apparenza non manca nulla dalla base. Di sicuro c’è un killer in circolazione e gli abitanti di Kodiak, dopo tutti questi giorni di interrogativi e supposizioni, non si sentono affatto tranquilli. Ci si chiede che cosa voglia dire l’F.B.I., quando sostiene che non vi sono minacce per la popolazione. L’omicida ha forse lasciato l’isola? Domanda alla quale non è stata data risposta. A rendere particolare la storia è lo scenario. Siamo all’interno di una stazione della Guardia Costiera che appartiene ad una base più grande, con oltre 4500 militari. La zona è sorvegliata da guardie e telecamere a circuito chiuso. Ognuno deve portare un tesserino di riconoscimento, dunque non è facile per un estraneo infiltrarsi. A meno che l'omicida non abbia rubato un badge o sia riuscito ad eludere la sorveglianza.

ALLARME - C’è poi la questione centrale: il movente. Si è trattato di un affare personale tra le vittime e il killer? Una vendetta di un collega? Qualcuno che è stato sorpreso nel magazzino ed ha reagito in modo brutale? Tutto è possibile e, come raccontano i media americani, le ipotesi si intrecciano con i timori dei 13 mila abitanti. Lunga 160 chilometri e larga, nel punto più ampio, 96 km, Kodiak è un posto tranquillo. C’è una sola attività sull’isola: la pesca e sono rinomati i granchi ai quali è dedicato un festival annuale. Dunque, vita semplice sconvolta da un assassinio per ora misterioso.

Fonte: corriere.it