L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, October 29, 2012

LA SVIZZERA MOBILITA L'ESERCITO E LA POLIZIA AI SUOI CONFINI

Come sapete, e' da un po' che vari fuffari dicono che la Svizzera abbia schierato l'esercito alle frontiere. Questo post di vocidallastrada non fa eccezione.

http://www.vocidallastrada.com/2012/10/la-svizzera-mobilita-lesercito-e-la.html

LA SVIZZERA MOBILITA L'ESERCITO E LA POLIZIA AI SUOI CONFINI

Sembra che la neutrale Svizzera sappia di già cosa succederà nei prossimi mesi in Europa. In un articolo comparso domenica scorsa sul “Schweizer Zeitung”, il governo Svizzero ha mobilitato l’esercito e i Reservisti che dovranno prendere parte a delle manovre militari assieme ai diversi corpi di Polizia disclocati nei diversi Cantoni della Confederazione. In una intervista con il Capo della Stato Maggiore Svizzero Andrè Blattman e il Ministro della Difesa Ueli Maurer, il giornale lascia capire che a causa della problematica situazione che si è creata in tutta l’Europa e specialmente in Italia-Spagna-Portogallo e Grecia nella quale le popolazioni vengono a più non posso depredati dei loro diritti, del loro posto di lavoro e dei loro beni accumulati con il passare degli anni, molti cittadini di questi stati cercheranno di passare il confine clandestinamente per cercare aiuto nel governo Svizzero e magari qualche posto di lavoro per assicurare qualcosa da mettere sotto i denti ai loro figli. 
Di Corrado Belli
Stampa Libera

Lo stesso giornale si basa pure sulle parole dette dal Premier Greco, Antonis Samaras, che non smentisce la sua preoccupazione di una escalazione della violenza in Grecia a causa delle Austerità che il governo e la costituzione di unaorganizzazione paramilitare stile Nazista che approfitterà della situazione per prendere il comando del Paese come lo fù in Germania con la caduta della repubblica di Weimar. In tutto sono stati mobilitati 100.000 soldati, 2000 ufficiali e 1600 uomini della Polizia Militare per prendere parte alle manovre denominate “Stabilo Due” che avranno il compito di assicurare i confini dei quattro Cantoni da un eventuale immigrazione di massa o attacchi da parte qualche stato confinante in cui il governo non sarà capace di ripristinare l’ordine. 
Allude il giornale forse all’Italia? 

Cosa si cela veramente dietro questa manovra del Governo Svizzero? Prende le sue precauzioni per assicurare ai capi di Governo Europei che cercheranno rifugio in Svizzera dopo che aver provocato le sommosse per aver tolto ai loro cittadini tutto quello che avevano? Una cosa è certa, la Svizzera non è neutrale da un paio di anni come si vuol far credere dato che obbedisce al Dictat di Brussel e applica dentro i suoi confini le stesse leggi che sono state applicate nel resto dell’Europa, le Grandi Banche hanno in Svizzera accumulati i loro capitali e molte Organizzazioni che fanno parte dell’ONU si trovano nella “Neutrale Svizzera” che neutrale non è. Nella foto il Ministro della difesa Svizzero Ueli Maurer assieme al ministro della difesa Tedesco De Maiziere con lo stesso motto “Wir dienen Deutschland” ovvero “Noi serviamo la Germania”. 

Filmato pervenuto dalla Spagna dove è chiaro vedere Poliziotti che vanno a picchiare persone per strada pur non avendo preso parte alle dimostrazioni. Anziani, donne e giovani vengono aggrediti da Poliziotti in divisa totalmente nera con lo stemma della Polizia Spagnola, ma molti dimostranti dicono che parecchi di questi Poliziotti non erano spagnoli, quindi si può dedurre che il governo spagnolo ha adottato la Eurogendfor per massacrare i cittadini dopo aver provocato le masse con attacchi inutili e controproducenti facendo in modo che nei rpossimi giorni scenderanno nelle piazze persone decise a tutto pur di salvaguardare i loro diritti e la loro Libertà.

   

Thursday, June 14, 2012

Vaccini e autismo: Servizio stupendo delle Iene


Controcorrente83, come si concilia la tua fede e il tedicente "spargere Verità" con queste immani cazzate FALSE sui vaccini e l'autismo? Come si concilia il copiaincollare a vanvera acriticamente con l'informazione SERIA (oltretutto su argomenti delicati)?

Ho seguito attentamente il servizio delle Iene sulla vita di quella persona autistica, non ho degnato di uno sguardo la schifezza terroristica di Milani (anche perché già vista): hai notato la differenza? Hai notato che, pur se la convinzione del I genitore sia errata (e vi sono fior di studi a dimostrarlo, ma capisco la persona) v'è un'ENORME diversità nel trattare il problema? Il papà di Andrea ha CAPITO che il primo a soffrire è il figlio, l'altro... beh, meglio star zitti.

In neretto rosso le mie enfasi.
tdm

http://controcorrente83.blogspot.it/2012/06/vaccini-e-autismo-servizio-stupendo.html

Vaccini e autismo: Servizio stupendo delle Iene

Su "Le Iene" [tempo fa], è andato in onda uno dei servizi più belli che mi sia mai capitato di vedere. Ebbene sì, anche dal mare di letame che è la TV, possono nascere dei fiori.

Vi invito prima a guardare tutto il filmato cliccando qui e poi ad una riflessione.



Dal filmato ho estrapolato questo breve spezzone:


(non riesco a copiarlo, ma è dove il papà dice d'esser convinto dell'associazione vaccinazioni=autismo)

Sentito? Franco, il papà di Andrea, è convinto che suo figlio sia diventato autistico in seguito alle vaccinazioni.

Effettivamente l'autismo era, fino a poco tempo fa, una malattia sconosciuta, mentre oggi, solo in Italia, si contano 400 mila casi di autismo.

Negli Stati Uniti la percentuale è addirittura più alta: ogni 166 bambini, uno è autistico. Interessante è che nella popolazione Amish, che evita le vaccinazioni per tradizione, ancora oggi l'autismo è praticamente inesistente. [FALSO: leggete qui e qui pagliacci]

Ufficialmente la causa dell'autismo è sconosciuta ma sempre più medici cominciano a considerare il rapporto tra la sindrome e i vaccini che si somministrano ai bambini.

Ovviamente, a causa delle forti pressioni da parte delle case farmaceutiche, non c'è nessuna presa di posizione, come ci si aspetterebbe, da parte delle istituzioni.

In ogni caso, grazie alla rete, ogni genitore può e deve informarsi riguardo allereazioni avverse che possono causare i vaccini - anche quelli obbligatori - per evitare che il proprio bimbo rimanga vittima delle squallide case farmaceutiche.

L'ultimo invito che vi rivolgo, quindi, è quello di visitare il sito di Gabriele Milani, infermiere, uno degli 800 mila genitori di bambini autistici che, da quando ha capito la causalità vaccino/autismo, sta dedicando la sua vita a informarci.

Se anche non avete figli, vi invito a far circolare queste notizie fra i vostri amici, perché la consapevolezza è l'unica arma che abbiamo per far sì che nessun altro bambino sia costretto a sopportare un esistenza tanto diversa dalla nostra.

Vi lascio con un altro bellissimo filmato realizzato da Gabriele Milani:





http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/04/le-iene-servizio-stupendo-genitori.html
 



Saturday, December 18, 2010

Italiani impasticcati: 945 su 1000 prende un farmaco al giorno

http://controcorrente83.blogspot.com/2010/12/italiani-impasticcati-945-su-1000.html

Italiani impasticcati: 945 su 1000 prende un farmaco al giorno

Un farmaco al giorno avvicina il medico di turno, si potrebbe parafrasare. Leggendo gli ultimi dati presentati dall'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali si scopre che ogni giorno gli italiani prendono "una dose" di farmaco.



di Mirco Misoni
I farmaci sono in ogni casa italiana dentro un armadietto (o in uno "sportello"), di solito unicamente dedicato ad essi, come in un tempietto. Là dentro, per la maggioranza delle persone, c'è la "salute", contravvendendo al saggio Ippocrate che consigliava il cibo come migliore cura lasciando al farmacista i suoi "veleni" (farmaco in greco significa veleno). Ma si sa che il liceo classico non è mai servito a niente. Quasi in ogni borsa c'è qualche farmaco pronto da essere usato per un banale mal di testa o offerto con generosità per un bruciore di stomaco. L'amore degli italiani per i farmaci sembra non avere limiti e cresce sia da parte di chi lo prende, di chi lo prescrive e di chi se lo autoprescrive (come succede per i farmaci "da banco"). Succede così che per dei farmaci fondamentali (come gli antibiotici) questo entusiasmo stia consumando l'efficacia dei loro principi attivi sino a farli diventare progressivamente inefficaci (vedi la campagna AIFA "Difendi la tua Difesa" su antibioticoresponsabile.it). Ora, secondo i nuovi dati del rapporto Osmed (Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinalihttp://tinyurl.com/36e4tzh) dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) viene fuori che su 1000 abitanti 954 prendono un farmaco al giorno (di solito farmaci per l'apparato cardiovascolare o gastrointestinale) che rappresenta ben il 20% in più di 5 anni fa. Quindi quasi tutti gli italiani sono malati (e cronici per di più), una bella speranza per la nazione e per il progresso del Paese. Un dato raccapricciante per molti (ma ovviamente normalissimo e benedetto per ogni casa farmaceutica) che vede un aumento di ricette, confezioni e dosi tutti sopra un più 3%, mentre la spesa farmaceutica (su cui non incombe mai la crisi) aumenta dello 0,8% rispetto allo scorso anno. Quindi non c'è da stupirsi se da dieci anni a questa parte "la gente" sembra essere "diversa" da quella di prima, forse c'entra anche il fatto che assume ogni giorno dei farmaci (e dei farmaci per contrastare gli effetti collaterali dei farmaci) i quali, spesso, hanno anche ripercussioni sull'umore e sul comportamento.



Monday, November 22, 2010

L’inutile Onu

http://controcorrente83.blogspot.com/2010/11/linutile-onu.html

L’inutile Onu





L’Onu ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite non è mai stata espressione dell’interesse collettivo, non ha mai rappresentato tutti i popoli, ma solo gli interessi di pochi. Già nell’atto della sua nascita, avvenuta a San Francisco nel giugno del 1945, quando il conflitto mondiale era appena concluso in Europa e non ancora in oriente, c’è una norma inammissibile nello statuto di qualsiasi organizzazione democratica, fosse anche la bocciofila del dopolavoro: il diritto delle cinque nazioni vincitrici della guerra (Usa, Urss, Gran Bretagna, Francia e Cina) a partecipare continuativamente al Consiglio di sicurezza (l’unico con un qualche potere) e tutte e cinque con diritto di veto. Alla faccia della democrazia.
Con il passare degli anni le cose sono anche peggiorate e l’Onu è spesso diventato lo strumento per rendere politicamente corretti i peggiori crimini. L’Onu, per esempio, ha approvato l’embargo assassino contro l’Iraq, richiesto pretestuosamente e con prove false dagli Usa, ma non ha mai alzato un dito contro Israele che ha ripetutamente violato le sue risoluzioni.
Sarebbe giusto sciogliere l’Onu e rifondare una nuova società delle nazioni, con pari diritti e pari doveri per tutti i popoli, ma intanto l’Onu continua ad imperversare.
Proprio ieri è stato diffuso a Ginevra il testo del discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell’Onu dei diritti umani, che sarà pronunciato oggi dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani. Navi Pillay denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, “abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale”.
L’Onu in pratica attacca apertamente la pratica dei cosiddetti respingimenti e nel discorso di Pillay non mancano precisi riferimenti all’Italia, ma come al solito gli arroganti funzionari del Palazzo di Vetro sono tuttaltro che super partes. Vorrebbero che l’Italia fosse un colabrodo, il ventre molle per l’immigrazione clandestina che poi si potrebbe spandere in tutta Europa, ma nel discorso di Pillay non c’è traccia di altri “respingimenti”.
Non c’è una sola parola sul fosso che divide gli usa dal Messico, realizzato proprio per respingere l’immigrazione dal sud ed ovviamente non c’è traccia del muro sionista costruito contro il popolo palestinese. Ma questa omissione si può capire. Pillay parla di “migranti” ed i palestinesi non lo sono, sono a casa loro, i migranti sono i sionisti invasori e quelli da un pezzo hanno trovato il modo di fare il proprio comodo, con o senza la benedizione dell’Onu, basta quella delle loro armi assassine.

di Paolo Emiliani - 16/09/2009

Tuesday, October 26, 2010

Una minaccia su scala globale

http://ilsole24h.blogspot.com/2010/10/una-minaccia-su-scala-globale.html

Una minaccia su scala globale

Sotto il vulcano.

Il sindaco Iervolino fa i conti con i Campi Flegrei

di

Barbie Nadeau

25 Ottobre 2010



http://www.newsweek.com/2010/10/20/should-scientists-probe-the-massive-volcano-under-naples.html#


I Campi Flegrei, conosciuti anche come “campi ardenti”, si trovano in un tratto dell’Italia meridionale. Secondo la mitologia greca sono il luogo in cui Efesto, dio del fuoco, stabilì la sua dimora ed anche il posto in cui un'epica battaglia fra i Titani e le più potenti divinità del mondo intero fece tremare la Terra. Gli antichi Romani, poi, credevano che si trattasse dell’entrata dell’Ade, nascosta sotto un pacifico lago.
Migliaia di anni dopo, il sito è ancora assoggettato a forze epiche, ma si tratta di una storia più scientifica che mitologica. La terra su cui sono fioriti piccoli paesi di pescatori vicino a Napoli è sottoposta a un costante e lento movimento a causa dell’attività vulcanica che esiste negli strati profondi della superficie terrestre. A Pozzuoli, una città a nord del capoluogo campano, le mura dei villaggi di terracotta stanno pian piano crollando. La terra si è sollevata ed abbassata di oltre 3 metri solo nell’ultimo decennio, distruggendo strade, un ospedale e migliaia di case. Scosse di lieve intensità sono quotidiane. Nei sobborghi della città, aree di fango bollente e spettacolari gettiti di solfuro, detti "Solfatare", ricordano di continuo che Napoli è situata nella "caldera", o calderone, di uno dei vulcani più pericolosi al mondo.
E mentre il leggendario Vesuvio viene considerato la minaccia più conosciuta per la città partenopea e i suoi 4 milioni di residenti, i Campi Flegrei, che si allungano sotto la baia delle isole di Capri e Ischia, in realtà sminuiscono il Vesuvio sia per dimensioni che per il pericolo potenziale. Giuseppe De Natale, capo del dipartimento di ricerca dell’Osservatorio Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ritiene che la caldera dei Campi Flegrei, formata da numerosi crateri, è un “supervulcano” con una potenzialità di eruzione capace di interessare non solo la zona più immediata ma anche l’intero pianeta.
De Natale guida un gruppo di esperti di vulcanologia provenienti da 18 Paesi in un progetto che ha l’obiettivo di trivellare la zona sottostante alla caldera per scoprire quanto imminente sia la minaccia. Il loro è uno dei maggiori progetti di perforazione nella storia della ricerca vulcanologica ed è uno studio che De Natale considera vitale per scoprire la magnitudine del pericoloso gigante sommerso.
A differenza dell’eruzione alquanto modesta del vulcano islandese Eyjafjallajökull nella primavera del 2010, il risveglio dei Campi Flegrei andrebbe molto al di là dell’immaginazione umana. L’ultima volta che sono stati attivi risale al 1538, quando uccisero dozzine di persone dando poi vita al Monte Nuovo, un massiccio alto 457 metri. L’eruzione che avvenne in questa zona più di 39mila anni fa ha avuto lo stesso effetto della caduta di un meteorite: essa creò, infatti, una depressione lunga quasi 13 chilometri che ora forma la caldera.
“L’eruzione dei Campi Flegrei potrebbero generare catastrofi in tutto il mondo”, afferma De Natale. “Se il vulcano dovesse risvegliarsi, sarebbe davvero una calamità completa su scala globale, con milioni di persone morte, forti cambiamenti climatici, forse persino una breve era glaciale, e per secoli anche la contaminazione di numerose centinaia di migliaia di chilometri quadrati in Europa”.
Il progetto ha fatto sviluppare un dibattito scientifico e filosofico in un Paese in cui l’idea di un vulcano che potrebbe seppellire una città è molto di più di un mito. Si dovrebbe dare retta ai segnali che provengono dal sottosuolo e usare la scienza per valutare il pericolo, anche aiutando Napoli ad evitare una tragedia come quella di Pompei? O è meglio non tentare la sorte nel trivellare l’immenso calderone vulcanico per paura che questo lavoro possa alterare una strana combinazione di fortuna e geologia che ha tenuto al riparo la città per migliaia di anni? Il conflitto è traboccato e ha portato il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, a ritardare l’avvio del progetto e ad organizzare un incontro a Roma per determinare se andare avanti con lo studio è sicuro.
Da un lato c’è l’autorevole e suadente De Natale, che parla dei vulcani come se fossero esseri umani e sostiene che l'innalzamento e l'abbassamento del suolo tutto intorno a Napoli sia un precursore di un evento vulcanico maggiore e, quindi, che la sua esplorazione è essenziale per la sopravvivenza della popolazione in questa regione dell’Italia. D’altro canto, ci sono esperti che ritengono che il progetto di trivellamento possa compromettere l’integrità della caldera dando il via ad una potenziale catena mortale di eventi. Benedetto De Vivo, docente di geochimica dell’Università di Napoli, afferma che il sondaggio dell’area potrebbe scuotere il vulcano, provocando terremoti, esplosioni e devastanti contaminazioni nel caso in cui gas nocivi venissero rilasciati nell’aria dal calderone. “I rischi sono enormi. Non si può fare un esperimento di questo tipo in un’area urbana”, sottolinea De Vivo.
Il sindaco Iervolino sembra confuso. Se dovesse consentire la trivellazione per continuare il progetto e dovesse accadere molto di più di un leggero tremolio, sarà per sempre accusata d’essere stata negligente nella sua decisione. La Iervolino sostiene che Napoli ha già abbastanza problemi anche senza il rischio di un’attività vulcanica causata dall’uomo. In un primo momento, il primo cittadino del capoluogo campano firmò il progetto riconoscendo che ulteriori ricerche avrebbero protetto la città da un disastro incalcolabile, non che l’avrebbero causato. Dopo aver ascoltato le preoccupazioni di De Vivo, però, ha fatto in modo da ritardare il trivellamento e ha predisposto un incontro a Roma. “La Protezione Civile deve promettermi che l’esplorazione non metterà a rischio la mia città”, ha detto la Iervolino aggiungendo che “senza una garanzia non ci sarà alcun trivellamento nella caldera”.
Siccome è impossibile che ci sia una completa assicurazione, De Natale ormai non crede più che lui e il suo team possano avere la possibilità di perlustrare l’impressionante caldera. Il progetto, che è stato approvato dall’Unione Europea nel 2009, una volta completato costerebbe circa 14 milioni di dollari.
La tecnologia necessaria è tanto sofisticata quanto cara. La trivellazione richiede punte per trapano di fibra ottica che possono resistere a temperature fino ai 537.8 gradi centigradi, anche se è prevista l’interruzione dei lavori laddove la temperatura dovesse superare i 315.56 gradi centigradi. Siccome le torri di trivellazione costano 28mila dollari al giorno, il lavoro andrebbe avanti per 24 ore al giorno per ridurre i costi e sarebbe monitorato da 25 scienziati che si spartirebbero il lavoro in turni.
La prima fase consiste nel perforare un buco pilota di poco meno di mezzo chilometro nel cerchione della caldera sulla base dell’ex acciaieria di Bagnoli tra Pozzuoli e Napoli. Le rocce e i resti del suolo ottenuti durante la trivellazione verrebbero analizzati per creare il primo profilo geologico dei Campi Flegrei cher sia mai stato fatto. Gli scienziati impianterebbero sensori di precisione per misurare i movimenti sismici sotto terra che offrirebbero dettagli essenziali sulla volatilità del cratere e permetterebbero di lanciare in tempo un’allerta ai residenti di Napoli su imminenti eruzioni basate sulle temperature in crescita o i flussi magmatici sotterranei.
Se le condizioni fossero quelle giuste, gli scienziati allora darebbero il via alla seconda fase e utilizzerebbero strumenti generalmente usati nell’esplorazione di petrolio per trivellare altri 4 chilometri verso il centro del calderone. (Come misura di confronto, basti pensare che i minatori cileni liberati recentemente erano intrappolati a una profondità di poco superiore ai 600 metri). Nel progetto, la trivella non dovrebbe mai raggiungere la principale riserva magmatica della caldera, che si stima possa trovarsi ad almeno 6,5 chilometri sotto la superficie terrestre.
L’esplorazione potrebbe rivelare fratture nella terra che porterebbero alla liberazione nell’aria di gas nocivi. Secondo De Natale potrebbe anche colpire le riserve magmatiche sparse qua e là. Ma visto che il foro sarebbe relativamente stretto, lo scienziato ritiene quasi impossibile una fuoriuscita della lava. Nonostante ciò, ci sono comunque rischi sostanziali. Nel 2006, in Indonesia, uno scavo vulcanico venne interrotto dopo l’eruzione del vulcano fangoso Lusi che provocò 13 vittime e 30mila sfollati. Gli scienziati dell’Università Durham in Inghilterra e dell’Università Berkeley in California hanno concluso che a causare l’eruzione fu proprio la trivellazione.
Racconti come questo sono esattamente la ragione delle preoccupazioni di De Vivo, che ribadisce come la perforazione di sacche di gas nocivi – qualcosa che potrebbe facilmente accadere nel trivellare un vulcano sotterrato di cui non si sa nulla – potrebbe causare esplosioni che scatenerebbero l’attività sismica. L’area della vecchia acciaieria in cui è già stato organizzata la base su cui ci sarà il trivellatore diventerà una nuova area residenziale e un parco, e De Vivo è allarmato dall’idea che i detriti della perforazione possano contaminare il suolo e rendere l’area inabitabile. “Nessuno può sostenere con certezza che cosa può accadere una volta che si traforano fluidi supercritici che sono stati sotto pressione per così tanto tempo”, chiosa evidenziando che se la stessa cosa dovesse accadere nel deserto non ci sarebbero dubbi nel proseguire le ricerche “ma non sotto Napoli”.
D’altro canto è vero che c’è un grande potenziale nell’esplorazione. De Natale sostiene che tali fluidi possano persino essere utilizzati per l’energia geotermale, specialmente durante la seconda fase del progetto. Paolo Gasparini, esperto di studi geotermali presso l’Università di Napoli, crede che tra tutti i vulcani italiani i Campi Flegrei contengano la più promettente energia geotermale. Per Gasparini, siccome sono parte di un vulcano molto “caldo”, un giorno potrebbero persino fornire energia all’Italia intera e oltre. E siccome i Campi Flegrei si trovano in una delle regioni più povere del Paese, la possibilità di creare posti di lavoro e di crescita economica nell’esportazione dell’energia geotermale è considerevole. “La caldera è come un vasto deserto in cui le potenziali scoperte sono tantissime”, ritiene lo studioso aggiungendo che “l’opportunità di ottenere questa energia da vendere è davvero promettente”.
Per di più, De Natale nota come ci siano segnali che il vulcano si stia svegliando. “I Campi Flegrei stanno cambiando, evolvendosi, crescendo, crollando e riscaldandosi sempre di più. C’è molto movimento là sotto e abbiamo bisogno di capire solo che cosa sta succedendo”, osserva. D’altro canto, De Vivo tiene a sottolineare che, seppur non abbia niente di personale contro De Natale, non riesce a capire perché il suo gruppo vuole rischiare così tanto nel perforare in un’area così vicina all’epicentro del capoluogo napoletano. “Il lavoro degli scienziati è monitorare i rischi, non quello di crearli”, conclude.
Tratto da Newsweek
Traduzione di Fabrizia B. Maggi

Friday, August 27, 2010

Distinti salumi ( articolo di Eugenio Benetazzo )

Se date un'occhiata su youtube dovreste trovare un'intervista a E.B. in cui prevede un rapporto Euro/Dollaro a 2 entro la fine del 2008 (mi pare).

http://diarionelweb.blogspot.com/2010/08/distinti-salumi-articolo-di-eugenio.html

Distinti salumi ( articolo di Eugenio Benetazzo )


Il seguente articolo è tratto dal sito dell'economista indipendente, Eugenio Benetazzo.

Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l’Italia, non ci penserei un attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le operazioni finanziarie effettuate con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi bene quotato in una borsa valori. Fortunatamente, per voi che leggete, il valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all’arrivo di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.

Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda. Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all’opposizione, le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in grado di risolvere i problemi che quest’ultima ha procurato allo stesso paese. Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un’età media oltre i sessant’anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni: tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di aizzarsi per le solite beghe di partito. Non me la prendo più di tanto con Berlusconi, Fini, D’Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si dimostra un fedele specchio del paese.

Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia constatazione, tuttavia soffermiamoci a riflettere su come è strutturato questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti, assieme all’arredamento, a oltre trent’anni fa. Per non parlare delle logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono una con l’altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere il cliente: è la logica dell’orto di casa, quello che è mio non lo condivido con nessuno. Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l’imprimatur ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che “in teoria” vanta il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un “dream team” costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.

Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell’evasione fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? Le forze giovanili attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con professionalità inesistente, tutto questo grazie a scuole superiori e laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi vent’anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli incapaci. Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all’estero, vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a 20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l’incapacità di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di ammodernizzarsi dell’intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste (purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche gli hanno insegnato.

Tra vent’anni in Italia ci scontreremo con un’altra triste realtà, quella di non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle frontiere, saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno. Aumentano in continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l’impossibile per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti, proponendo addirittura bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto. Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli autoctoni). Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di qualche attivista per l’integrazione razziale stiamo serenamente lasciando che questa diventi la casa di qualcun’altro. Per le conseguenze che ci aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole, fregandosesene del paese che la ospita.

Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel poco di buono che ancora rimane dell’Italia: tra quindici anni ci chiederemo come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in qualcosa, allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente, scomoda per l’attuale establishment industriale e politico, che abbia la capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le istituzioni statali dell’epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola. Tuttavia fin tanto che da quasi vent’anni in Italia continuano ad alternarsi a livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi a D’Alema, da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.


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EugenioBenetazzo.com

Tuesday, November 17, 2009

La nascente polizia europea si allena in Italia

http://novoordo.blogspot.com/2009/11/la-nascente-polizia-europea-si-allena.html

La nascente polizia europea si allena in Italia

(clicca per ingrandire)

Dal giornale L'Arena:

Da metà settembre nella zona militare abbandonata si sono svolte in gran segreto complesse esercitazioni.

Le rovine dell’ex base missili
palestra per le polizie europee


Esercitazione internazionale con gran schieramento di forze e la gente in Val d’Alpone pensa «che ci siano i terroristi»


RONCA' (VR)

Roncà si è trasformata in Spolarni, villaggio dell’immaginaria Ambria dove, dopo una guerra civile che ha opposto le etnie degli Ambriani e degli Askalos, le forze multinazionali di pace devono riportare stabilità.

Questo è lo scenario che per un mese e mezzo ha impegnato 700 appartenenti a diverse forze di polizia europee nell’esercitazione European union police forces training, sotto la direzione dei carabinieri guidati dal generale Silvio Ghiselli.

Quartier generale è stata la caserma Chinotto di Vicenza, sede il Coespu (centro di eccellenza per le stability police units).

Le attività pratiche si sono svolte nel Vicentino, all’ex base aeronautica di Longare e all’ex base missilistica di Roncà.

Se, però, a Longare l’Unione europea ha investito per ristrutturare e riattivare palazzine e strutture, Roncà è stata scelta proprio per lo stato di abbandono (simile a uno scenario postconflitto) in cui l’ex base dell’aeronautica militare versa dalla dismissione, avvenuta nel 1995.

A Roncà sono arrivate delegazioni delle polizie e gendarmerie di Belgio, Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Portogallo, Estonia, Malta, Repubblica Ceca, Germania, Turchia, Finlandia, Romania, Lituania, Spagna, Lettonia, Austria, Cipro, Grecia e Polonia.

Per l’Italia hanno partecipato all’esercitazione carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza.

Scopo dell’addestramento, che si è sviluppato in tre sessioni di due settimane ciascuna da metà settembre, è stato anche mettere a punto procedure comuni tra le varie forze di polizia, una delle attività fondamentali per la costruzione della gendarmeria europea che proprio alla caserma Chinotto ha il suo quartier generale, l’Eurogendfor.

Per un mese e mezzo è stato un continuo viavai di uomini e mezzi, elicottero dei carabinieri compreso, e la fantasia della popolazione tanto di Longare quanto di Roncà si è scatenata.

Le voci più diverse si sono sentite di bocca in bocca: ripristino delle basi per l’esecuzione di test su nuove armi, minacce del terrorismo internazionale, riattivazione delle basi, caccia a pericolosi criminali.

Il motivo per cui solo alla fine del training è possibile raccontare cosa sia accaduto sta proprio nella modalità di svolgimento del training che, in sostanza, per le due settimane di ciascuna sessione ha costretto i militari partecipanti a vivere in una realtà parallela.

Anticipare la formula del training, in sostanza, avrebbe potuto avvantaggiare qualcuno: impensabile per i responsabili dell’Eupf 2009 (la prima edizione si tenne l’anno passato in Francia) che usano il training anche per compilare le pagelle dei corpi di polizia europea.

C’è un anno e mezzo di lavoro dietro quella sorta di enorme produzione cinematografica che è stato il training delle polizie europee: per tre sessioni sono stati ricreati scenari, location, situazioni sui quali i partecipanti sono stati chiamati a misurarsi.

La storyboard, che ricorda quel che realmente accadde nei Balcani, l’hanno composta in 15 persone sotto la regia del tenente colonnello Leonardo Albanesi, (settimo Reggimento carabinieri di Laives, in provincia di Bolzano), lunedì in partenza per l’Afghanistan.

Quindici persone, come dire altrettante specializzazioni fatte scendere in campo per scrivere una storia che offrisse banchi di prova per ognuna di esse.

La “storia” è diventata un set dinamico in cui le cose succedono davvero: e allora è capitato anche che le forze di polizia abbiano allestito posti di blocco in qualche aeroporto (vero) per cercare criminali (fasulli).

Fonte: L’Arena, 6 novembre 2009

Galleria fotografica

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Indicativa la scelta di uno scenario di guerra civile come training per la polizia del superstato europeo.
La quale dovrà riportare la stabilità.
Già.
Questo per rispondere a chi si chiede (come avvenuto recentemente nei commenti a questo post) perché mai dovremmo preoccuparci della nascita di una polizia europea, anzi, di un corpo multinazionale di pace per usare la neolingua.
Lo scopo è quello: riportare la stabilità. Che si traduce con: preservare il sistema di potere armi in pugno; e i nemici in questo scenario non sono terroristi stranieri, ma le popolazioni europee dopo un conflitto civile (scoppiato per quale causa? questo non lo dicono: forse lo danno per scontato..)
Già. Già.