L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Sunday, October 28, 2012

Ammazza-romanzo ammazza-che supercazzola indipezzente


http://zret.blogspot.com/2012/10/ammazza-romanzo.html

Ammazza-romanzo

Chi oggi non si cimenta nella scrittura di un romanzo? Ci si improvvisa narratori: un altro scartafaccio va ad accatastarsi sugli scaffali delle librerie. Non solo, i circoli culturali organizzano ampollose conferenze di presentazione. La noia infinita di questi simposi letterari supera persino quello di paludati programmi televisivi, a base di "scienza e tecnologia". E’ la noia la palude da dove esalano i gas mefitici che amano respirare a pieni polmoni letterati abortiti, critici stitici ed il pubblico vanesio. Tutto è già stato scritto: a che pro aggiungere all’arcinoto il già noto?

Da quando Sofocle compose “Edipo re”, abbiamo compreso che ognuno ha il suo destino cieco, ineluttabile. Può cambiare la copertina, ma tutti questi giovani di brutte speranze hanno stuccato con la loro pretenziosa narrativa. Se almeno sapessero scrivere, ma il linguaggio si barcamena tra una fiacca imitazione di Pennac ed il gergo degli adolescenti. Passi. Codesti imbrattacarte non incarnano una visione del mondo purchessia: spiattellano solo la loro miserabile esistenza post-borghese. I loro romanzi sono simili ai bocconcini per cani e gatti: sono contenuti in scatole sfavillanti e decantati come sani e succulenti pasti, ma ti vengono i brividi a pensare con quali scarti sono prodotti.

Vero è che il mondo è spesso atroce, disgustoso, inquietante. Allora è meglio rifugiarsi nell’hortus conclusus della “letteratura”, nello snobismo dell’originalità a tutti i costi. Intrecci intricati, eroi sopra le righe, una finta presa sulla realtà, alla Saviano, mestierante delle "verità" preconfezionate dai media delle oligarchie. Non crediamo a chi afferma di essere animato dalla passione per la verità: se non è uno sciocco, è un tronfio retore dell’antimafia, della "legalità". Ecco le storie impregnate di cronaca nera alla Lucarelli, adatte al palato grossolano di utenti che si succhiano le serie televisive con Carabinieri in gonnella. Istituzioni sciroppose difendono il cittadino dai crimini catodici.

L’altra faccia della patacca è il racconto pseudo-storico, magari ambientato in un Medioevo di cartapesta dove il monaco ed il cavaliere si esprimono come un frequentatore di discoteche. Qual è la differenza tra un romanzo ed uno scemeggiato? Tutto è piatto, dozzinale, stiracchiato… sempre le solite risciacquature.

E’ molto più saggio, se se ne è capaci, scrivere fulminei aforismi o saggi appuntiti. La vita, questa linea spezzata tra la nascita e la morte, può congelarsi in un romanzo che sia altrettanto spezzato, incastrato, protruso. Ben venga allora lo strappo, non ricucito nel quietismo consolatorio della morale corrente, in stile recita scolastica. Sia il solco nella bonaccia del tedio, l’arricciatura sulla pagina liscia. Le contraddizioni si possono ricomporre quando squarciano il perbenismo, quando sovvertono il pensiero dominante. 


9 comments:

  1. Invidia di non riuscire a scrivere altro che libri-troiate quale "Apicalissi aliene", eh Zret?

    ReplyDelete
  2. Brutto vedere che a parte il proprio fratello (e nemmeno lui credo, se lo fa legge solo per pietà) compra un tuo libro.

    Cero che finché scrivi in quel modo "da suicidio" chi vuoi che ti legga?

    ReplyDelete
  3. Uhm, direi che Antonio, professoruncolo nonchè scrittoruncolo fallito, aspiri ad ottenere la patente di iettatore professionista ...

    ReplyDelete
  4. ...Un altro rifiuto del suo manoscritto da parte di un altro editore, vero?

    (Eppure, se ha sottoposto ad esame l'edizione cartacea anziché quella elettronica, una pur minima utilità può ancora vantarla...)

    ReplyDelete
  5. Chi oggi non si cimenta nella scrittura di un romanzo?
    Sono talmente ottusi che non si capacitano neanche che al mondo ci siano persone che si comportano in maniera diversa da loro. Quando talvolta si rendono conto che ciò accade, strillano subito ai venduti corrotti e altro perché loro si ritengono il modello perfetto per l'umanità intera.

    ReplyDelete
  6. Zret, la gente legge un libro per:

    1) Svago
    2) Informazione
    3) Cultura

    i tuoi libri non sono ne di svago, ne di informazione, ne di cultura, ma solo merda ce scrivi per autoglorificarti, il che vuol dire che non interessa a nessuno, nemmeno a quel coglione soffocato di tuo fratello.

    ReplyDelete
  7. Zretino, intanto lo scemeggiato fa guadagnare soldi... tu sei perculato da ragazzini a paga minima.

    Chi è lo scemo qui????

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAH

    ReplyDelete
  8. cZretino, utilizzare tutti questi termini ogni volta differenti e aulici per colpire i pochi gonzi che ti seguono, non fa di te un essere intelligente.
    Le tue sono soltanto spocchia e vanagloria dei peggiori e squallidi scribacchini, ai quali tu appartieni.

    ReplyDelete
  9. Chi oggi non si cimenta nella scrittura di un romanzo?

    Uhm... Io?

    Invece tu no, professore.

    ReplyDelete