L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label Fisica. Show all posts
Showing posts with label Fisica. Show all posts

Thursday, October 2, 2014

Gravità

http://zret.blogspot.ch/2014/10/gravita.html

Gravità


Siamo nel 2014, ma la tecnologia per lo più è usata per il controllo e per allestire un inferno scintillante. Viviamo in un mondo che, da un punto di vista tecnico, è ancora in parecchi settori arcaico. Così, nonostante le mirabilia del progresso, molti lavoratori devono fronteggiare la forza di gravità: sollevare pesi, trainare carichi, spostare oggetti ponderosi. Le macchine hanno alleggerito e facilitato molti lavori manuali, ma è sufficiente osservare le operazioni che compiono i netturbini, i muratori, gli scaricatori, i facchini, i braccianti etc. per capire quanto la lotta contro la gravità sia dura e faticosa. Gli incidenti sul lavoro, a volte mortali, sono lì a dimostrare quale sia il tributo di sangue versato ad un sistema basato sul peso dello sfruttamento.

Che cos'è la gravità? Considerata una delle quattro interazioni fondamentali, essa è la più misteriosa, poiché - così risulta - a differenza delle altre, non è mediata da particelle. Pur ancorandoci alle masse, la gravità è di per sé debole a tal punto che taluni fisici pensano una grossa "quota" di questa forza sia annidata in un'altra dimensione [sara' il penna che pensa roba del genere...]. Non manca chi ne nega l'esistenza [ma che cazzo dici? comunque non manca neanche qualche idiota che associa alla gravita' delle label alla cazzo di cane].

Si è che la gravità è una caratteristica della materia-energia e, come tutte le altre peculiarità del mondo ilico, è sfuggente. La materia è paradossale: è peso senza sostanza, esistenza senza essenza. La dimensione concreta ci elargisce i prodigi dei cinque sensi, ma ottunde lo spirito. Ci offre le sensazioni e le esperienze più disparate, ma ci condanna al declino, alla decomposizione, alla morte.

E' ineffabile piacere ed indicibile tortura, a seconda dei casi, dei destini, delle vite. Chi decise e perché di tuffarsi nella materia? La Coscienza non era sufficiente a sé stessa? Qual è la vera radice della divisione originaria? Nessuna risposta per chi è sotto il dominio della greve gravità.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

Tuesday, May 6, 2014

Fantasmi

http://zret.blogspot.it/2014/05/fantasmi.html

Fantasmi


“La mia testa è piena di fantasmi”. Così rispose il fisico Ettore Majorana ad Enrico Fermi che vide lo scienziato siciliano intento a bruciare un quaderno di appunti. Il poliedrico Majorana era, come tutti gli spiriti magni, simile ad un parafulmine che attrae le idee più folgoranti. Chi, come lui, è in grado di vedere oltre, è accecato dalla luce del silenzio, attraversato dai raggi lancinanti della verità.

Viene in mente una sentenza del maestro gnostico Basilide: “L’uomo è un accampamento di demoni”. Che cos’è, infatti, l’uomo se non un catalizzatore di energie, un crocevia di mondi, di pensieri, di spettri? Da lì si dipartono i sentieri che conducono alla conoscenza ed all’infinito, ma la conoscenza è trafittura e l’infinito, contenuto nell’angusto tabernacolo dell’io, esplode in mille frantumi.

Una mente sublime come quella di Majorana e degli altri geni sublima il non-senso, si innalza oltre le vette delle intuizioni, esplora i templi siderei e le costellazioni delle particelle, ode la musica che non fu mai udita e pronuncia a fior di labbra la parola che partorì l’universo.

Uno spirito eccelso aborre dalla tranquilizzante normalità borghese: tuttavia se il piatto materialismo lo disgusta, non trova requie neppure traversando le sconfinate lande dell’anima. Qualcosa gli manca, sempre. Nulla sembra estinguere la sua sete di illimitato: anche l’immenso per lui è poco.

Il suo destino è la solitudine. Le sue risposte sbriciolano le domande: egli sa che non esistono né le une né le altre. Egli sa che il male non ha alcuna giustificazione.

E’ calzante la descrizione di Baudelaire: l’albatro, che si muove goffo sulla tolda tra gli scherni dei marinai, poco tempo prima volava maestoso nel cielo.

Da lassù la sua vista spazia. E’ una vista ancestrale: si spinge nell’abisso del principio là dove un nulla annoiato si protende nell’ignoto e nel futuro. Reduce dall’avventura ai margini dell’ineffabile, il genio proclama al gregge umano il vero, ma nessuno può capirlo e la sua voce subito si scioglie come neve al sole.

La sua dissonanza con il mondo è segno di inarrivabile grandezza. I fantasmi che si agitano in lui sono gli interlocutori di un dialogo incessante, mentre gli uomini sono larve evanescenti.

Un giorno Majorana si confidò con Edoardo Amaldi: “La Fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata”. Forse è l’unica strada, quella su cui sdruccioliamo, tracciata sin dalla fondazione del mondo.


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

Thursday, May 1, 2014

Tesla e Reich: contatti con gli extraterrestri? (prima parte)

http://zret.blogspot.it/2014/04/tesla-e-reich-contatti-con-gli.html

Tesla e Reich: contatti con gli extraterrestri? (prima parte)


Nikola Tesla e Wilhelm Reich sono due figure piuttosto simili pur nelle inevitabili differenze:

• entrambi appartengono, per così dire, ad una scienza border line;
• ambedue furono ricercatori geniali ed eterodossi;
• sia l’uno sia l’altro furono spesso incompresi e, soprattutto Reich, perseguitati dal sistema;
• Tesla e Reich si imbatterono nella questione extraterrestre;
• di entrambi, infine, alcuni studi furono requisiti dall’F.B.I.

In questa breve indagine, vorremmo soffermarci sul nesso tra questi due “giganti” e presunte civiltà extraterrestri.

Nikola Tesla, uomo di genio, inventore autodidatta nacque a Smiljan (nell’attuale Croazia) il 10 luglio 1856. Suo padre era un pope della Chiesa ortodossa serba; sua madre era una donna di genio, di grande inventiva e dalla memoria prodigiosa. Le origini sono umili. A diciassette anni, Nikola cominciò a vedere nella mente delle immagini d'apparecchiature, come se fossero state proiettate davanti a lui su uno schermo. Principiò a mettere a punto questi dispositivi senza disegni, schemi e calcoli ma per semplice memoria visiva, riuscendo sempre a farli funzionare. Tesla aveva il potere di memorizzare all'istante tutto quello che vedeva, anche una pagina intera di qualunque libro, senza leggerla, solo con un colpo d'occhio. Era una portentosa facoltà ereditata dalla madre.Trasferitosi negli Stati Uniti, inventò un ripetitore telefonico ed un metodo per produrre correnti alternate ad alta tensione e ad alta frequenza. La corrente alternata, appunto che tutti noi oggi usiamo, si deve a lui.

Il geniale inventore, già ai primi del XX secolo, aveva dichiarato di aver progettato un’autovettura in grado di alimentarsi grazie alla corrente presente naturalmente nell'etere. Era una fonte di energia infinita, sicura e pulita.

L'acquisizione più importante dell'inventore slavo riguarda l'energia libera, che è presente in tutto l'universo e con cui creò apparecchi avveniristici, per ogni genere di necessità: sono apparati che funzionano senza fonte artificiale e che dunque non necessitano di energia prodotta da centrali e distribuita da tralicci e cavi con conseguente inquinamento elettromagnetico. Egli poteva manipolare l'etere a suo piacimento: l’etere sembrava svelargli i suoi misteri e si lasciava adoperare in tutti i modi, senza mai danneggiarlo.

Nel 1943, anno in cui Tesla morì, tutti i documenti dello scienziato sul raggio della morte ed altri schemi e progetti furono misteriosamente trafugati. Parte di quei documenti è stata citata in un documento segreto del governo statunitense su un’arma ad elettroni (documento declassificato nel 1980). Il principio è quello di sparare contro il bersaglio un "proiettile" di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni. Il tutto avviene attraverso un processo di ionizzazione dell’aria. L’applicazione letale di questa tecnologia è stata chiamata Pulsed Impulsive Kill Laser (P.I.K.L.). Una bella eredità, non c'è che dire... proprio come le armi sismiche, di cui Tesla è, suo malgrado, l’ideatore.

L'invenzione più bizzarra fu il teslascopio, una ricetrasmittente progettata con lo scopo di comunicare con forme di vita extraterrestre.

Lo strumento divenne popolare in seguito ad un'intervista rilasciata dallo scienziato e pubblicata dal “Time” il 20 luglio 1931 all’interno di una sezione dedicata a commemorare i settantacinque anni dell’inventore.

Ho concepito un dispositivo che permetterà all'uomo di trasmettere energia in grandi quantità, migliaia di cavalli, da un pianeta ad un altro, senza alcuna problema di distanza. Penso che nulla sia più importante della comunicazione interplanetaria che di certo un giorno avverrà e la certezza ci siano altre forme di vita nell'universo che lavorano, che soffrono, che si struggono, come noi, produrrà un effetto magico sull'umanità, creando una fratellanza universale che durerà finché l'uomo avrà vita”.

Mentre compiva ricerche sull'elettricità atmosferica, Nikola Tesla si imbatté in alcuni segnali periodici che ritenne appartenessero a qualche sorgente non-terrestre. Alcune ricerche hanno Tesla aveva forse ricevuto un segnale radio astronomico simile a quelli generati dalla magnetosfera di Giove?

Nel 1896 Tesla dichiarò in un'intervista:

La possibilità di riuscire ad interagire con i Marziani è l'estrema applicazione del mio principio di propagazione delle onde elettriche, principio che potrebbe essere ben applicato per la trasmissione di notizie in ogni luogo del pianeta...Ogni città del globo si troverebbe come su un immenso circuito. In questo modo una notizia inviata da New York giungerebbe nel Regno Unito, in Africa, in Australia in un istante. Che grande cosa sarebbe!

L'annuncio di Tesla circa i segnali elettromagnetici extraterrestri del 1899 ed i successivi non furono visti di buon occhio dalla comunità scientifica del tempo.

Non potrò mai dimenticare la sensazione che ebbi quando capii di esser stato spettatore di qualcosa che avrebbe probabilmente avuto incalcolabili conseguenze sull'umanità. Mi sentii come se avessi appena assistito alla nascita di una nuova conoscenza o alla rivelazione di una grande verità. Persino ora, ad esempio, posso vividamente richiamare l'avvenuto. La prima osservazione che feci chiaramente mi atterrì, essendo presente in essa qualcosa di misterioso, non definibile sovrannaturale […] I cambiamenti che notai avevano luogo periodicamente e con una chiara sequenza di numeri e serie che, però, non avevo mai sentito fino ad allora. Certo, era familiare a simili interferenze elettriche generate dal Sole, dalle aurore boreali o dalla corrente terrestre ed ero perfettamente sicuro che queste variazioni di segnale non erano dovute a nessuno di queste cause. La natura dei miei esperimenti precludeva la possibilità che si avessero cambiamenti provocati da interferenze atmosferiche. In seguito passò poco tempo finché non giunse il pensiero, fulmineo, che le interferenze da me osservate potessero essere causate da un controllo intelligente. Tuttavia non riuscii a decifrare il loro codice. Il sentimento che sta via via crescendo dentro di me è che io sia stato il primo ad aver assistito al saluto di un pianeta ad un altro. Vi era un obiettivo dietro questi segnali elettrici e fu con questa convinzione che annunciai alla Red Cross Society, quando mi venne chiesto di indicare una delle più grandi conquiste dei futuri cento anni, che sarebbe stata pobabilmente la conferma e l'interpretazione di quanto questi pianeti vogliano dirci. Da quando sono tornato a New York, alcuni urgenti lavori hanno consumato la mia attenzione, ma non ho mai smesso di pensare a quegli esperimenti ed osservazioni che compii in Colorado. Cerco in ogni modo di perfezionare i miei apparecchi di laboratorio e, non appena saranno pronti, riprenderò le mie ricerche dal punto in cui le ho dovuto lasciare”.

Nel 1902, mentre era intento a visitare gli Stati Uniti, Lord Kelvin disse di concordare con Tesla sul fatto che Marte stesse inviando segnali agli Stati Uniti.

Nel 1909 Tesla affermò:

Non abbiamo alcuna prova che Marte sia abitato [...] Personalmente ho la mia debole convinzione che le interferenze elettriche che ho scoperto nel 1899 e che concordano con le mie analisi, siano state provocate dal Sole, dalla Luna o da Venere. Alcuni studi da me eseguiti in seguito dimostrarono che dovevano essersi necessariamente propagati da Marte”.

Mentre nel 1909 il prof. Pickering annunciava la sua idea di creare una serie di specchi in Texas, con l'obiettivo di segnalare presenze di Marziani, Tesla introdusse la sua idea di comunicare con altri pianeti.

L'idea stessa naturalmente presuppone che questi specchi dovranno essere creati in modo da riflettere il sole in raggi paralleli. Al momento questo è quanto l'uomo può ottenere, ma nessuno può porre limiti al futuro ed alle nuove conquiste dell'uomo.[…] Questa combinazione di strumenti si ritrova nel mio trasmettitore senza fili. È evidente, dunque, che nei miei esperimenti del 1899 e 1900, io già creai interferenze sul segnale di Marte, interferenze incomparabilmente più potenti di quanto si potesse ottenere da un qualunque riflettore luminoso, di qualunque larghezza”.

Nel 1921 Tesla scrisse a propsito della sua esperienza, in merito alla quale credeva che i segnali provenissero da Marte, escludendo la previsione del 1901 secondo la quale i segnali che ricevette si sarebbero potuti originare da Venere, anziché dal pianeta rosso.

Alcuni potrebbero schernire questa affermazione sulla comunicazione con i nostri divini vicini, come per Marte o potrebbero pensarla come una burla, ma sono stato profondamente convinto da quel segnale da quando compii la prima osservazione a Colorado Springs. A quel tempo non esisteva alcun altro sistema wireless al di fuori del mio che potesse provocare un'interferenza tale da poter essere percepita oltre poche miglia. Per di più le condizioni in cui realizzai l'esperimento erano ideali ed ero ben ispirato nel mio lavoro. Il carattere delle interferenze che registrai precludeva ogni possibilità sulla loro natura terrestre ed eliminai, inoltre, gli influssi che Sole, Luna o Venere avrebbero potuto originare. Come allora annunciai, il segnale consisteva in una regolare ripetizione di numeri e successivi studi mi hanno convinto che dovevano essersi propagati da Marte, il pianeta che proprio in quel momento passava vicino alla Terra”.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

Thursday, September 26, 2013

La legge dell'attrazione (quinta parte)

http://zret.blogspot.co.uk/2013/09/la-legge-dellattrazione-quinta-parte.html

La legge dell'attrazione (quinta parte)



Leggi qui la quarta parte.

La teologia, la filosofia e la scienza hanno cercato e cercano di dirimere la controversia in merito al libero arbitrio. Alcune correnti teologiche lo ammettono, cercando (invano) di conciliarlo con la prescienza ed onnipotenza di Dio; altre con maggiore coerenza lo negano. Nell’ambito delle dottrine filosofiche le posizioni sono molto eterogenee e con innumerevoli sfumature. La scienza smentisce in toto la libera volizione umana: il determinismo perché essa collide con le ferree leggi della natura; l’indeterminismo in quanto il carattere casuale e probabilistico del microcosmo esclude l’intenzionalità.

Se dunque ci rivolgiamo alla teologia o alla scienza, dobbiamo rinunciare all’idea di libertà. Restano le variegate, ma a volte deboli, opzioni filosofiche. Sono proprio i filosofi i più strenui assertori della volizione libera. Si pensi, fra i contemporanei a Fernando Savater che, nel libro “Le domande della vita” dedica un capitolo alla “Libertà in azione”. Le sue riflessioni sono emblematiche. Leggiamo: "Gli specialisti delle relazioni tra sistema nervoso e sistema muscolare possono spiegare come accade che io muova un braccio, quando lo decido". In questo asserto notiamo un grossolano errore: gli specialisti possono descrivere secondo quali processi un segnale bioelettrico del cervello si trasmette ai muscoli del braccio, ma non spiegare davvero come ciò avvenga. Le scienze sperimentali possono illustrare i modi in cui funzionano i corpi organici e gli oggetti inorganici, non motivare, chiarire, risalire alla vera origine.

Altrove Savater scrive: “L’azione è libera, perché la sua causa è un soggetto capace di volere, di scegliere e di mettere in pratica progetti, vale a dire di realizzare intenzioni. La causa di un’azione sono io in quanto soggetto”. Ora, il pensatore spagnolo, come è ovvio, non riesce a dimostrare, se non con le tautologie, che l’essere umano è libero, ma è incline a pensare che lo sia, poiché “l’uomo sembra essere l’unico animale in grado di essere scontento di sé stesso. Il pentimento è una delle possibilità sempre aperte all’autocoscienza del libero agente”. In altre parole, la libertà è solidale con l’etica: l’una non sussiste senza l’altra, come sostiene Kant. Il filosofo tedesco, in modo onesto, ritiene che il libero volere possa essere solo postulato, essendo in sé indimostrabile.

Dall’esempio riportato si arguisce che il problema della libertà in sé interessa poco o punto, mentre sta a cuore costruire la morale su cui puntellare la responsabilità.

Molti altri aspetti meriterebbero di essere sviscerati in merito allo spinoso tema. Tuttavia per ora li accantoniamo, perché vorremmo tornare al contenuto centrale, la “legge” dell’attrazione. Il potere di attrarre significa che il pensiero agisce sulla materia e sugli eventi. Qui dobbiamo subito sgombrare il campo da un equivoco: non bisogna riferirsi alle onde cerebrali. Esse esistono ed influiscono sull’esterno, ma sono molto deboli.

Il pensiero (res cogitans), a differenza delle onde emesse dall’encefalo, non è materiale. E’ possibile che la mente (A) abbia un influsso sulla res extensa (B), ma ciò avviene quando si crea un ponte tra A e B che sono enti ontologicamente diversi. Questo ponte non può essere gettato dal soggetto agente (A), ma dalla Supermente (Dio, Coscienza), cioè se e solo se A riesce ad entrare in contatto con la Sorgente, può incidere su B, vista la discontinuità, la frattura tra pensiero e materia. Soltanto la potenza di X permette di superare lo iato. Questo potrebbe spiegare perché i fenomeni cosiddetti paranormali sono infrequenti, sempre che alcuni (ad esempio, il Poltergeist) non siano dovuti ad energie che non ci sono ancora note e non al pensiero.

Addentriamoci maggiormente. La legge dell’attrazione implica che calamitiamo gli eventi positivi, se siamo positivi; quelli negativi, se siamo negativi. Prescindiamo pure da tutti quei casi che dimostrano il contrario: sventure che si abbattono all’improvviso su persone ottimiste, giovali e viceversa. Valutiamo il fatto che il pensiero, a mo’ di magnete, dovrebbe attirare i fatti che sono contesti in movimento. Come può il pensiero (A) attrarre a sé delle situazioni che includono eventi ed oggetti (B), stante la discrepanza ontologica sopra indicata?

E’ vero che a volte si ottiene ciò che con ardore si desidera: ci si convince così di poter determinare il corso degli eventi. Di tale correlazione si hanno indizi solo soggettivi, accidentali, non probanti. Quasi sempre i guru di codesta legge insegnano ad attrarre denaro, successo e salute: i primi due sono obiettivi materialistici ed egoistici. La legge dell’attrazione, che è presentata come una risorsa spirituale, si inquadra così in una cornice molto meschina.

Ad ogni modo, la vera felicità non coincide del tutto con i beni concreti. La legge dell’attrazione sembra fallire miseramente proprio nel mondo degli affetti e delle gratificazioni interiori che sovente dipendono da una svolta nella vita. E’ un cambiamento di direzione che non si manifesta mai, nonostante tutta l’intenzione che possiamo concentrare su di essa.

Il pensiero è simile ad una mosca che vede di là dal vetro l’aria e la libertà, ma che non può in nessun modo uscire, continuando a sbattere sulla superficie trasparente. L’abbiamo definita frattura, discontinuità, ma la si può pure chiamare intercapedine, parete. Lo Spirito (A) pare prigioniero nella sua torre d’avorio, incapace di uscirne e di inoltrarsi nel mondo (B). La coesistenza della Coscienza e del mondo sensibile (dualismo) ci condannano all’accettazione del fato? L’unica libertà, come sostenevano gli Stoici e Spinoza, è accogliere con virile coraggio il proprio destino?


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

Saturday, March 16, 2013

Minchiate vintage: camminare all'indietro in un frigorifero


http://www.tankerenemy.com/2007/01/chiarimenti-sulla-creazione-delle-scie.html

Chiarimenti sulla formazione delle scie di condensa

Le domande di un utente del forum di sciechimiche.org, sono divenute un ottimo spunto per fornire alcune elementari spiegazioni sulla formazione delle scie di condensazione.Domanda: Cercando di informarmi sempre più sull'argomento "Scie chimiche" e tutto ciò che è correlato a questo argomento, mi sono non difficilmente imbattuto in vari articoli di disinformazione come frequentemente sparsi su md80 e, non essendo molto ferrato in meteorologia, mi sono sorti alcuni dubbi, dunque chiedo a voi informazioni scientifiche attendibili per colmare le mie lacune.

1- Se normali scie di condensa dovrebbero dissolversi dopo alcuni minuti al massimo... perché le normali nuvole permangono comunque, pur essendo anch'esse vapore acqueo?

2- Perché non è possibile che le scie di condensa (secondo quanto afferma un articolo correlato al sito md80) possano formare nuvole?



Risposta: La nube è un insieme di gocce d'acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d'aria e dall'incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l'aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l'evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.

Ti propongo un esempio esplicativo.

Immagina di respirare in un ambiente freddo. Sei in un frigorifero a 40 gradi sotto zero. Espira l'aria e comincia a camminare all'indietro. Noterai che la scia di vapore che esce dalla tua bocca (calda) si condensa in milioni di cristalli di ghiaccio, ma se cominci a girare per la stanza, non lascerai che pochi decimetri di tracce di vapore che ti seguono per qualche secondo e poi si dissolvono. In definitiva, non vedrai una serie di scie percorrere la cella frigorifera.

Similmente, a 40-41 gradi sotto zero, 72% circa di umidità e quote superiori agli 8.000 metri, le scie di condensazione che fuoriescono dai motori dell'aviogetto persistono pochi secondi o, al massimo, qualche minuto e, comunque, non seguono la rotta dell'aereo per centinaia di chilometri, a differenza di quello che accade, invece, con le scie chimiche le quali, tra l'altro (ma sul sito di MD-80 omettono questo importante dato), non si formano a quote così alte (di solito i tankers chimici non superano i 3.000-3500 metri) e le temperature che essi attraversano non raggiungono quasi mai i 41 gradi sotto zero, anzi spesso i valori termici si aggirano intorno ai 16/20° Celsius sotto zero o anche più, mentre l'umidità risulta di gran lunga inferiore al 70-72 per cento. Ciononostante si notano, dalle satellitari, scie lunghe (ed eguali nella forma e dimensione dall'inizio alla fine) 400 chilometri! Possibile che siano contrails? No. Sì, invece, se esse sono chimiche, come in effetti sono.

Ecco quindi confutate, con un semplice ragionamento e facendo riferimento a dati fisici, le sciocchezze (scritte con evidente malafede) dei fautori della "non esistenza" delle scie chimiche.

Fonti:

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, sotto le voci "nube" e "saturazione"
Zret, Che cosa sono veramente le scie di condensazione, 2006

Ringraziamenti: sono grato a Zret per l'aiuto fornitomi

Print Friendly and PDF



2 commenti:

  1. Questa é la domanda:per lasciare scie chimiche cosi dense per centinaia e centinaia di chilometri quanto materiale chimico dovrebbe contenere un Jet?
    Rispondi
  2. Non è necessario. Hai presente la schiuma epossidica? E' ricoverabile in piccole bombolette spray, ma una volta a contatto con l'ossigeno, prende volume sino a centinaia di decimentri cubi.

    Il trimetilalluminio, ad esempio, a contatto con l'ossigeno, può avere un effetto simile.

    L'alluminio trimetile è comodamente stoccabile in forma liquida e si trasforma in ossido di alluminio in polvere finissima, allorquando viene a contatto con l'aria, dopo essere stato nebulizzato.

    D'altronde, non esiste scia di condensa formata da cristalli di ghiaccio che possa formare nubi lunghe centinaia di chilometri e perdipiù in giornate calde e con bassi valori di umidità, laddove non dovrebbe nemmeno formarsi.

    La disinformazione è una cosa, la fisica... un'altra.
    Rispondi

Tuesday, December 11, 2012

Minatori (ecco: va' a spaccar pietre con la testa in cava, parassita)


http://zret.blogspot.com/2012/12/minatori_11.html

Minatori

“Come andrà a finire?”. E’ la domanda che si pone John Polkinghorne, già docente di Fisica matematica ed ora teologo anglicano, nel libretto “Quark, caos e cristianesimo. Domande a scienza e fede”. Il quesito “Come andrà a finire?”, che può apparire accademico, ozioso, riguarda il destino ultimo dell’universo.

Scrive l’autore: “La storia dell’universo è il racconto di un gigantesco tiro alla fune. Da un lato c’è l’effetto del Big Bang che spinge alla separazione la materia dell’universo. Dall’altra parte c’è l’inesorabile forza di attrazione che cerca di ricongiungere le cose. Se prevale l’espansione, le galassie continueranno ad allontanarsi le une dalle altre per sempre. […] Si formeranno grandi buchi neri che decadranno infine in una radiazione di bassa frequenza. Non è una prospettiva molto allegra. Andranno meglio le cose, se vincerà la gravità? Temo di no. In questo caso, un giorno l’attuale espansione si arresterà e sarà rovesciata nel suo contrario. Quel che ebbe inizio con il Big Bang finirà nel Big Crunch, poiché tutta la materia precipiterà indietro in un crogiolo cosmico. […] In entrambi i casi, tutto è inutilità e vanità”.

Il duplice scenario delineato da Polkinghorne, nonostante appartenga ad un futuro lontanissimo, ci tocca da vicino, poiché il fato dell’universo dilata la sorte individuale. Si annida un senso dietro la spudorata incoerenza dei fenomeni? Che cosa ci attende? Il nulla o qualcosa di noi sopravvivvrà oltre la fine del percorso tereno e persino di tutte le cose? Lo scrittore solleva le questioni giuste, anche se le risposte che prova ad offrire sono talora di sconcertante banalità, con la solita spiegazione tappabuchi del libero arbitrio.

Tuttavia in modo opportuno il teologo evidenzia che non siamo in grado di comprendere come la sfera quantistica e la realtà di ogni giorno siano collegate tra loro: una profonda faglia spacca le due zolle tettoniche. Si intuisce che un senso nascosto trascende la concezione puramente meccanicista (e desolante) di un universo-orologio che un giorno remoto si incepperà per la ruggine che mangia gli ingranaggi. La coscienza non si riduce al cervello, la vita non è solo una chimica complessa. Anche l’assurdità si radica in un senso e l’abisso ha un fondo luminoso. Illusioni o indizi di un mondo vivo, pulsante, compenetrato da un soffio spirituale?

Si apre dunque una fessura oltre la quale si intravede il barlume della speranza: che sotto la crosta granitica e spessa del male, sia incastrata una ragione. Scaviamo proprio per tentare di portarla alla luce. Siamo minatori che cercano la vena d’oro ed è per questo che dobbiamo percorrere cunicoli freddi, umidi e bui.

Polkinghorne sdrucciola, quando si cimenta nella palestra dell’esegesi biblica per trovare un avallo alle sue ipotesi. Le traduzioni errate e la scarsa (o inesistente?) conoscenza del contesto storico in cui germinarono i Vangeli lo portano a conclusioni grossolane. Pure l’ingenuo realismo ed il convincimento che la natura è intelligibile sono limiti, a parere di chi scrive, di una Weltanschauung in fondo ancora non del tutto svecchiata, per cui la scienza e la fede diventano approdi rassicuranti, invece che porti donde salpare per navigazioni perigliose.

Del breve saggio, vorremmo salvare soprattutto i titoli dei capitoli, simili a quei segni sugli alberi che nei boschi indicano il sentiero da percorrere: “Realtà o opinione?” “C’è qualcuno lì?” “Chi siamo noi?” “Che cosa sta accadendo?”... Siano stimoli per indagini personali, molto più aleatorie ed avventurose rispetto alle prudenti congetture ventilate dal Nostro.

Sono enigmi più che interrogativi, poiché invero tutto è un enigma. La realtà stessa è un enigma: essa è e resta inintelligibile. E' una Sfinge che risponde con una domanda a chi le pone una domanda [ha parlato il Marzullo degli straccioni]


Friday, October 5, 2012

Il Sole sotto accusa (e Straker sotto processo)


http://www.tankerenemy.com/2012/10/il-sole-sotto-accusa.html

Il Sole sotto accusa

Un recente documentario della BBC è imperniato sulle tempeste solari ed i rischi associati a tali fenomeni. I toni della produzione televisiva sono piuttosto allarmistici. Esagerazioni? Catastrofismo? Molti scienziati interpellati palesano una certa inquietudine, dichiarando che un’enorme eiezione di massa coronale è possibile e forse imminente. Essa fonderebbe i trasformatori, scaraventando la “civiltà” del XXI secolo, che dipende pressoché in toto dalla disponibilità di energia elettrica, in un’età buia. Disinformazione? Sì, tuttavia… Sì, perché questi luminari si preoccupano (o fingono di preoccuparsi) per le conseguenze che potrebbe provocare il Sole con le sue bizze, mentre ignorano del tutto le diuturne e parossistiche attività di geoingegneria clandestina che stanno desertificando la Terra. La nostra stella scoccherebbe i suoi dardi infuocati su un pianeta ormai prossimo al collasso.

E’ evidente poi il depistaggio: la nasuta N.A.S.A. ed altri enti sedicenti scientifici da alcuni anni pubblicano studi circa le tempeste geomagnetiche, ma l’insistenza è sospetta. Si pianifica probabilmente, come abbiamo scritto, un black out regionale o continentale per cui si è trovato il capro espiatorio, il Sole, quando è probabile che il nuovo “effetto Carrington” sarà scatenato - se succederà - ricorrendo a qualche diavoleria tecnologica. Non si può escludere che si creerà una sinergia tra fenomeni naturali ed interventi “umani” in modo da spegnere la luce. Già è occorso qualche episodio (sono prodromi?), tra cui il colossale oscuramento in India. Domani forse…

Intanto i furbi si cautelano, cominciando a “legitttimare” i riscaldatori ionosferici. Infatti, dopo aver ammannito paludate dissertazioni sul “clima solare”, il documento della BBC, dal minuto 52:30, lancia il sasso: gli scienziati asseriscono che, non essendo in grado di prevedere il periodo in cui una tempesta geomagnetica colpirà Gaia, hanno progettato e costruito degli apparati che riscaldano l’atmosfera ad alta quota, provocandone l’espansione. Ciò è ufficialmente volto ad analizzare gli esiti dell’espansione sui satelliti in orbita attorno alla Terra, simulando le ripercussioni di un flare. Il tutto per tentare di prevenire la distruzione dei satelliti. Tra parentesi, se fossero danneggiati o neutralizzati i satelliti militari e quelli usati per la Geoingegneria, non sarebbe poi un evento tanto funesto, anzi… Si noti nel filmato l’uso dell’espressione generica “alta atmosfera”, invece del termine ionosfera, ma è presumibile che vogliano andare a parare lì. Tra un po’ ci racconteranno che non solo le scie, piene di metalli neurotossici, sono diffuse per il nostro bene, ma che anche gli impianti H.A.A.R.P. sono la salvezza.

Insomma la BBC, rete televisiva del sistema, è come la RAI: se lascia filtrare una mezza verità, è solo per occultare una verità scomoda, inconfessabile.

Un particolare ringraziamento va all’amico Wlady che ha reperito il documento, evidenziandone la parte degna di nota. 
 

Tuesday, September 11, 2012

Keshe test dummies

AGGIORNAMENTO: scusate, ma evidenzio in rosso la perla di saggezza del cretino. Poi vi invito a leggere il commento di mastrocigliegia.

http://straker-61.blogspot.co.uk/2012/09/keshe-test-dummies.html

Keshe test dummies


Per l’establishment la risoluzione del problema è il problema.

Si chiama Keshe ed è un ingegnere iraniano, di religione israelita. Ha acceso gli entusiami di molti, annunciando che presto il mondo potrà usufruire di un’energia tale da consentire di compiere viaggi interplanetari, di emanciparsi dai combustibili fossili, di sanare molte malattie ed altre mirabilia. Non è proprio un’energia elargita senza un corrispettivo (la “free energy” di cui si discute da decenni nella cerchia di scienziati “eretici”, tra cui i continuatori di Tesla e di Reich), giacché il tecnico persiano ritiene che nulla nell’universo sia del tutto gratuito. Questa opinione è condivisibile: è giusto che si ricavino dei proventi dalle proprie invenzioni e dal proprio talento, frutto di studi di studi e sacrifici. Deplorevoli sono, invece, la cupidigia ed il monopolio delle risorse.

Crediamo che sia ingenuo lo slancio con cui sono state accolte le rivelazioni di Keshe, diffuse in Italia attraverso una verbosa ed inconcludente intervista. Distinguiamo il lato teorico da quello pratico. La teoria descritta da Keshe è astrusa e farraginosa. Si somma alle numerose interpretazioni nell’ambito della Fisica, la scienza in cui oggi sembra essere ipotizzabile tutto ed il contrario di tutto. La diatriba tra relativisti ed anti-relativisti è solo la principale controversia. Siamo di fronte ad un’anarchia dei sistemi. Il premio Nobel per la Fisica, Feynman, ascrive la responsabilità di una situazione tanto intricata e contraddittoria alla Natura stessa, in quanto intrinsecamente assurda, almeno per l’umana ragione. E’ questione difficile da dirimere. Forse il mondo è irrazionale e le equazioni, le matrici, le leggi, le teorie incomprensibili a volte alla stessa comunità scientifica, sono la testimonianza di un’irriducibile incongruità del reale.

Tralasciamo, però, le riflessioni epistemologiche e consideriamo i risvolti concreti delle dichiarazioni sopra accennate. Davvero siamo alle soglie di una radiosa era o ci stanno ingannando? Che si possa viaggiare nello spazio, senza ricorrere a velivoli propulsi da combustibili, accorciando in modo sensibile i tempi, è una prospettiva che non ci tocca più di tanto. Sarebbe auspicabile risolvere i problemi urgenti: la contaminazione del pianeta, il depauperamento degli ecosistemi, la proliferazione delle patologie, la miseria. Sono situazioni che hanno degradato la qualità della vita. Qui casca l’asino. Keshe o dimostra infinita dabbenaggine o è uno dei tanti interpreti di una sofisticata operazione psicologica. Egli afferma di aver collaborato con un’università del Belgio: ci sorge una perplessità, sapendo che gli atenei sono vivai di ricercatori succubi del complesso industriale-militare. La perplessità diventa sospetto, quando l’ingegnere prospetta di condividere i suoi brevetti con Israele e la N.A.S.A. (sic). Santi numi! Costui va nella tana del lupo! Non ha compreso che le oligarchie vedono le energie rinnovabili e non inquinanti come il fumo negli occhi? Come accaduto con Tesla ed altri, militari e banchieri mettono le grinfie su scoperte ed invenzioni per costruire armi e, se non possono trarne grossi vantaggi strategici ed economici, insabbiano. Molti scienziati indipendenti ed inventori sono stati perseguitati e pure trucidati per evitare che le loro idee minassero l’iniqua egemonia politico-economica delle élites. L’importante è che i plutocrati siano sempre più potenti, mentre l’umanità deve continuare a spezzarsi le reni. Anzi, gli schiavi presto, per un tozzo di pane, dovranno lasciarsi impiantare un microchip. Altro che benessere per tutti! Intanto i gonzi abboccanno...

Non è finita: Keshe vagheggia la creazione di una religione mondiale che puzza di New age ad anni luce di distanza. Il solito mondialismo, mascherato da progresso scientifico, dietro cui si nasconde uno di nome Keshe... ed il cash.

Thursday, July 12, 2012

Trovata la particella di Dio? Andiamoci piano

Per la serie "Senti chi parla" ecco corradoilfisico che parla del CERN. Come quando zretino parla di Umberto Eco.

http://rassegnastampanonwo.blogspot.it/2012/07/trovata-la-particella-di-dio-andiamoci.html

Trovata la particella di Dio? Andiamoci piano


Dopo la brutta figura sui neutrini e la loro presunta velocità superluminare, annunciata e poi ritrattata a tempo di record, la scienza ufficiale invece che imparare dai suoi errori continua a fare annunci roboanti invece che fare caute rivelazioni.

Certo di mezzo non c'è solo il mondo della ricerca scientifica, ma anche o soprattutto quello della comunicazione di massa, dei giornalisti cosiddetti scientifici (che spesso di scienza sanno ben poco). 

Intendiamoci, quanto ottenuto con il Large Hadron Collider, strumento costosissimo (tra costruzione e gestione in questi anni ha assorbito circa 6 miliardi di euro) potrebbe davvero rivelarsi la traccia rivelatrice del bosone di Higgs, però è presto per fare annunci di vittoria. Gli stessi ricercatori hanno affermato che nei prossimi mesi il gigantesco strumento per accelerare particelle verrà ancora utilizzato per chiarire se si tratta davvero del bosone di Higgs di qualcosa di completamente diverso.

Sarebbe utile a tale scopo leggere quanto scrive a tal proposito Marco Delmastro, fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra nel suo sito Borborigmi di un fisico renitente .
Resta ovviamente da stabilire se si tratti proprio del bosone di Higgs. Quelli che abbiamo osservato sono in effetti segnali di una particella che si comporta molto da vicino come il bosone di Higgs previsto dal Modello Standard. Decade in quello che ci aspettiamo in cui debba decadere, e lo fa più o meno ai ritmi giusti. In quel "più o meno" sta tutta l'ambiguità della scoperta: i dati che abbiamo oggi ci permettono di dichiarare una scoperta, ma sono ancora piuttosto imprecisi sulle proprietà di quello che abbiamo scoperto. Globalmente, il tutto sembra essere compatibile con il bosone di Higgs del Modello Standard, ma per esempio sia CMS che ATLAS sembrano vedere un ritmo di decadimento in due fotoni circa doppio rispetto a quello previsto. Questo "doppio" è credibile? Molto meno che la scoperta stessa, nel senso che l'errore sperimentale sui ritmi di decadimento (come sulla massa stessa della particella scoperta) è ancora grossino. Solo con più dati, e studi più approfonditi, potremo dire se si tratta di quel bosone di Higgs, o di un suo cugino che gli assomiglia molto. 
Ma non è il solo. Su un recente articolo pubblicato su Live Science leggiamo le dichiarazioni scettiche di Harvey Newman, fisico del California Institute of Technology, che lavora anche lui ad uno degli esperimenti del LHC che hanno portato all'individuazione della nuova particella. Egli sostiene che forse è stata trovata una delle 5 particelle correlate ai 5 campi di Higgs previsti dal modello della Supersimmetria (teoria che supera ed amplia quel modello standard che prevede un singolo bosone di Higgs). Ma anche la Supersimmetria a sua volta potrebbe essere una costruzione fallace, dalla quale ci metteva in guardia già tanto tempo fa il premio nobel Feynman (vedi articolo relativo).


Newman afferma inoltre che:
“Il modello Standard è incompleto”, secondo Newman, “perché non tiene conto di quelle particelle che compongono l’84% della materia dell’Universo: quella sostanza invisibile conosciuta come “materia oscura“. Il Modello Standard non è in grado nemmeno di la forza di gravità. Inoltre, la teoria tratta la materia e il suo opposto, l’antimateria, come se fossero simmetriche, e quindi non riesce a spiegare il motivo per cui nell’universo sembra esserci più materia che antimateria. (...) “Credere nella validità del Modello Standard, sarebbe come credere nelle leggi del moto di Newton“, afferma Newman. Le Leggi di Newton vanno bene per descrivere i movimenti degli oggetti lenti e a bassa massa. [ringraziamo il sito http://www.tnepd.com  che ha eseguito la traduzione da Live Science]
Interessante la digressione di Newman sulla materia oscura, che secondo alcune teorie fisiche costituirebbe addirittura più del 90 per cento dell'universo fisico. Se davvero esistesse tale materia oscura (correlata alla corrispondente forza oscura) il bosone di Higgs (o i suoi simili) potrebbe aiutare a comprendere solo una piccola percentuale dei costituenti del cosmo. Ma a questo punto la questione si complica giacché anche la materia oscura è soprattutto un costutto teorico che serve a fare quadrare alcuni conti sugli effetti gravitazionali osservati nel cosmo; sulla sua reale esistenza neppure tutti i fisici sono d'accordo (vedi ad esempio la singolare teoria di George Ellis che mette in discussione persino l'omogeneità dell'universo).

Che dire a questo punto delle affermazioni roboanti della stampa e di certi scientisti come Margherita Hack (aderente al CICAP nota bene ...) che ha affermato addirittura: "Il Bosone di Higgs è Dio?". A quanto pare la nostra astrofisica non perde occasione per cercare di eliminare dal mondo ogni idea di anima e di spiritualità (e lo dice uno come me che odia profondamente ogni forma di religione).

Per altro, seppure l'eventuale scoperta del bosone di Hiss sarebbe un grosso passo avanti nella comprensione del mondo fisico c'è da tenere conto che per ottenere finanziamenti a progetti costosissimi un po' di pubblicità non fa male dopo la diffusione a livello mondiale della notizia che "è stata trovata la particella di Dio" chi negherà finanziamenti alla struttura del LHC?

Devo dire inoltre che l'annuncio della scoperta di questa particella viene fatta mentre la crisi economica si aggrava (vedi solo ciò che succede in Spagna dove in un colpo solo il governo ha eliminato le tredicesime, aumentato l'Iva di tre punti percentuali, ridotto ferie e sussidi di disoccupazione, deciso tagli il sistema pensionistico), la guerra in Siria appare ormai inevitabile, e quella in Iran con ogni probabilità si sta preparando da mesi (una notizia per tutte: L’Arabia saudita compra missili balistici in Cina e testate nucleari in Pakistan: nel mirino Iran e Siria); distrarre l'opinione pubblica dalle cose più importanti è sempre un'ottima strategia, e mentre i governi di mezza Europa dissanguano i propri cittadini con la scusa del debito da ripagare ecco che arriva la notizia che l'essere umano avrebbe compreso la reale natura della materia ... chissà cosa ne pensano i disoccupati greci, italiani, spagnoli e portoghesi. Ma non vi preoccupate, tra poco arrivano anche le olimpiadi e finalmente i disoccupati avranno qualcosa da fare: guardare inebetiti la TV.

Qualsiasi cosa sia quella traccia registrata con il LHC (non crediate che con gli acceleratori di particelle si filmino le particelle subnucleari, si analizzano complicatissime tracce che hanno senso solo all'interno di una teoria che, per quanto consolidata, è ugualmente incompleta e parziale) e qualunque sia la migliore teoria per interpretare i dati ottenuti, occorre ricordare che oltre al mondo fisico c'è qualcos'altro, la cui conoscenza potrebbe essere di importanza molto maggiore per l'uomo, qualcosa che la scienza ufficiale per lo più nega o nasconde.
Nessuna costosissima ricerca scientifica ci spiegherà com'è fatto il mondo dello spirito, nè ci aiuterà ad avere un'anima pura. Da fisico, una volta appassionatissimo di scienza e tecnologia, ritengo che una ricerca interiore, a costo zero, sia molto più importante ed interessante. Per altro a noi uomini comuni potrebbe importare molto di più risolvere i problemi della fame, della guerra, e dell'approviggionamento energetico che non le discussioni sul modello standard della fisica delle particelle.

Se si convogliassero le risorse finanziarie nella messa a punto di tecnologie pulite e rinnovabili per la produzione di energia elettrica potremmo avere anche subito una indipendenza energetica dal petrolio. 

Non si tratta di fantascienza, basterebbe volerlo veramente, basterebbe azzerare le spese militari, convogliare le spese per il settore scientifico in ricerche finalizzate realmente alla pace ed allo sviluppo, e lasciare che i ricercatori che studiano soluzioni alternative al petrolio lavori in pace (attualmente vengono minacciati o persino uccisi). Anche solo l'ottimizzare del fotovoltaico ovvero la ricerca di soluzioni più efficienti per sfruttare l'energia solare potrebbe portare a degli ottimi risultati, e se si spendessero miliardi per installare pannelli solari sui tetti delle case invece che comprare caccia bombardieri si farebbero passi da giganti nella direzione della pace.

L'indipendenza energetica infatti toglierebbe ogni scusa per molte delle aggressioni militari in estremo oriente, ma tutto ciò significherebbe entrare in guerra aperta con le multinazionali petrolifere, e lo sappiamo, tali multinazionali sono più potenti dei nostri stessi governi.
Ciò vuol dire in fin dei conti che non c'è via di uscita fintanto che non ci si scrolla di dosso il sistema di potere che ci tiene schiavi. Solo denunciando l'avvelenamento intenzionale della stessa aria che respiriamo possiamo fare aprire gli occhi alla gente intorno a noi e convincerla a ribellarsi.



E forse riflettendo su quanto avviene nel cielo e sulla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale si potrebbe anche sospettare che gli esperimenti al Large Hadron Collider potrebbero interessare l'élite che domina occultamente il nostro pianeta per dei fini non rivelabili. Fantascienza? No, sul sito dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si legge che
LHC potrebbe scoprire anche l’esistenza di particelle supersimmetriche e spingerci a pensare che l’Universo non sia fatto delle sole quattro dimensioni che percepiamo (destra-sinistra, alto-basso, avanti-indietro, più la dimensione del tempo) ma di molte altre dimensioni a noi invisibili, arrotolate su stesse.
Forse il dominio su queste dimensioni a noi invisibili potrebbe servire per aprire porte di comunicazione con altri universi? Lo ripeto, non si tratta di fantascienza, ma al massimo di scienza di confine, come ho dettagliatamente mostrato in un recente articolo. Ad ogni modo poterte farvi un'idea anche leggendo altri siti, come questo sul multiverso: http://arjelle.altervista.org/Tesine/Ambra/multiverso1.htm

---------------------------------

Leggi anche gli articoli sulla fusione fredda

Monday, October 10, 2011

L'astronave gravitazionale - Il controllo della gravità e la correlazione tra massa gravitazionale e massa inerziale nella gravitazione quantistica

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/10/latronave-gravitazionale-il-controllo.html

L'astronave gravitazionale - Il controllo della gravità e la correlazione tra massa gravitazionale e massa inerziale nella gravitazione quantistica

Il sommario dell'articolo L'astronave gravitazionale, pubblicato sia su Electric Spacecraft Journal 27,(1998) 6-1 che  sul sito arXiv, e scritto dal fisico Fran De Aquino
recita quanto segue:



C'è un fattore elettromagnetico di correlazione tra la massa gravitazionale e la massa inerziale, che in condizioni elettromagnetiche specifiche può essere ridotto, reso negativo e aumentato di valore. Questo significa che le forze gravitazionali possono essere ridotte, invertite ed intensificate per mezzo di campi elettromagnetici. Un tale controllo dell'interazione gravitazionale può avere una serie di applicazioni pratiche. Per esempio un nuovo concetto di astronave e di volo aerospaziale sorge dalla possibilità del controllo elettromagnetico della massa gravitazionale. La nuova astronave detta Astronave Gravitazionale potrebbe in futuro cambiare il paradigma del volo spaziale e del trasporto più in generale. Qui ne verranno descritti i principi operativi e le possibilità di volo. Verrà pure mostrato che nell'astronave altri congegni basati sul controllo della gravità, come il Motore Gravitazionale e le ricetrasmittenti quantistiche, possono essere utilizzati rispettivamente per la Produzione di Energia e per le Telecomunicazioni.

Leggendo per intero l'articolo (disponibile in formato .pdf su arxiv.org) si scoprono molte cose a dir poco strabilianti.

Innanzitutto per arrivare a comprendere i fondamenti della questione bisogna ricordare che l'autore ha già mostrato in  Fondamenti matematici della teoria relativistica della gravità quantistica (Pacific J.Sci.Technol.11:173-232,201 arXiv:physics/0212033  -  [pdf]) come la gravità possa essere quantizzata. In effetti se la gravità viene interpretata in termini di curvatura dello spazio-tempo, la quantizzazione della gravità implica la quantizzazione della stessa metrica spazio-temporale.

Cercando di tradurre il concetto in termini molto più semplici è come se non si potesse suddividere una linea in infiniti punti, come insegna l'astratta geometria euclidea che abbiamo studiato a scuola), ma c'è un limite alla suddivisione, un "quanto" di lunghezza, al di sotto del quale non si può suddividere nessuna linea (in realtà dovremmo parlare di quanti di spazio-tempo quadri dimensionale, ma speriamo che il paragone renda l'idea a chi non ha troppa familiarità con la fisica teorica). E così Zenone coi suoi paradossi ci resta con un palmo di naso.

NB: chi vuole evitare le formule e le definizioni specialistiche della fisica salti i prossimi due paragrafi.

Per chi conosce qualcosina in più di fisica possiamo invece dire che Aquino, partendo da una generalizzazione della Funzione di Azione (già utilizzata nella fisica classica nella descrizione del moto secondo la formulazione di Hamilton - Lagrange), riesce a formulare una nuova fisica della gravitazione e dell'inerzia che ingloba come caso particolare la relatività generale e che, per la prima volta nella storia della fisica teorica, ingloba in maniera coerente il principio di Mach.

La correlazione trovata dallo studioso Brasiliano tra massa inerziale (causa dell'inerzia dei corpi a muoversi, ovvero della resistenza ad essere accelerati, che troviamo nella classica formula F=mia), che resta costante mentre la massa gravitazionale (causa dell'attrazione gravitazionale, che troviamo nella nota formula P=mgg , che esprime il peso di un corpo di massa nota in una zona ove la costante di  gravità è pari a g).

La correlazione è espressa dalla formula:

nella quale mi0 è la massa inerziale a riposo della particella, c è la velocità della luce e Δp è una variazione di momento legata alle interazioni con i campi elettromagnetici.

Tramite opportuni campi elettromagnetici è quindi possibile variare il valore della massa gravitazionale e ridurla. Se in una zona viene ridotta tale massa, si crea artificialmente uno schermo gravitazionale tale che sotto di esso permane la solita accelerazione di gravità g, mentre al di sopra di esso la gravità è minore.

Nell'articolo Controllo della gravità prodotto da una corrente termoionica attraverso l'aria a pressione molto bassa ( arXiv:physics/0610075 - [pdf] ) viene spiegato come realizzare questa diminuzione di gravità anche alla pressione atmosferica purché l'aria sia fortemente ionizzata (ad esempio dalla presenza di un emettitore di particelle alfa come l'elemento radioattivo Americio 241).


E' noto che, quando si guida un qualsiasi veicolo, accelerare e decelerare bruscamente portano, a causa dell'inerzia, ad essere sballottati in avanti e indietro, e che per lo stesso motivo curvare seguendo una traiettoria con curvatura elevata porta ad essere spinti fortemente a destra o a sinistra. Ma se il nostro veicolo è schermato gravitazionalmente in maniera che venga ridotta drasticamente l'attrazione gravitazionale tra esso ed il resto dell'universo, allora per il principio di Mach (che è inglobato nelle equazioni di Aquino) segue che anche le forze di inerzia locali vengono fortemente ridotte. Questo renderebbe possibile il virare ad angolo retto, accelerare e decelerare repentinamente, invertire rapidamente direzione di marcia, senza che il guidatore del veicolo ne subisca le normali conseguenze che lo porterebbero a morire a causa dei violenti contraccolpi.


Detto questo come non notare la forte analogia con i numerosi avvistamenti di UFO (oggetti volanti non indentificati) che compiono manovre apprentemente impossibili con accelerazioni e decelerazioni straordinarie, virate ad angolo retto e inversioni di marcia repentine? Che siano veicoli umani segretamente in possesso delle forze armate, velivoli extraterrestri o entrambe le cose, la tecnologia alla base di tali velivoli potrebbe essere stata svelata.





Tra i tanti esempi di UFO che compiono manovre incredibili e cambiamenti di rotta improvvisi ne ho scelto uno: nel-91-un-aereo-alitalia-avvisto-un-ufo-su-londra:


Era la sera del 21 aprile 1991, alle ore 19.58 quando, il pilota del volo di linea Alitalia AZ 284, Achille Zaghetti, partito da Milano con destinazione Londra, aeroporto di Heathrow, avvistò un oggetto volante non identificato mentre era in fase di atterraggio. A renderlo noto è Daily Mail che, dopo più di 17 anni, porta alla luce questa vicenda fino ad ora tenuta segreta dalle autorità britanniche.
 
La sera dello stesso giorno anche un’emittente televisiva locale mandò in onda la testimonianza di un ragazzino 14enne che riferiva di avere visto un missile volare a bassa quota prima di sparire attraverso la nuvole. Anche la polizia di Brentwood, nell’Essex, sempre il 21 aprile, compilò un rapporto su un oggetto volante apparso in cielo. La descrizione del missile avvistato dal ragazzino e dalla polizia coincide con quella fornita dal comandante dell’Alitalia Zaghetti.

Dal documento che contiene la testimonianza di Zaghetti si evince come l’oggetto fosse simile ad un missile lungo circa 3 metri, di colore marrone chiaro e viaggiasse ad una velocità di oltre 190 chilometri orari. Il missile avrebbe cambiato rotta improvvisamente arrivando a poco più di 300 metri dall’aereo italiano. A quel punto Zaghetti avrebbe fatto una manovra improvvisa per evitare la collisione con il presunto Ufo. Una frazione di secondo e l’oggetto sarebbe sparito dalla vista del pilota, del co-pilota (che ha sempre confermato l’avvistamento) e dei radar. Interpellata dallo stesso Zaghetti la torre di controllo dell’aeroporto di Heathrow confermò di avere intercettato sul radar un oggetto non identificato a 10 miglia nautiche dal velivolo dell’Alitalia.
 
Il Ministero della difesa britannica, avendo quasi subito scartato la possibilità che si trattasse di un missile, di un palloncino meteo o di un razzo spaziale fu costretto ad ammettere che l’oggetto avvistato poteva effettivamente trattarsi di Ufo e, fu per questo, che il 2 luglio dello stesso anno l’inchiesta venne archiviata.
 
Questa la testimonianza di Zaghetti: “Ho visto per circa 3 o 4 secondi un oggetto volante molto simile ad un missile e di colore marrone chiaro e ho subito urlato ‘Attenzione! Attenzione’ al mio co-pilota, che aveva visto la stessa cosa. Non appena abbiamo incrociato l’oggetto, ho chiesto a quelli della torre di controllo se avessero notato qualcosa sui loro schermi e l’operatore rispose che vedeva un obiettivo sconosciuto a 10 miglia nautiche dietro di noi“.

Monday, April 18, 2011

Cubo

http://zret.blogspot.com/2011/04/cubo.html

Cubo

L’arca che Ziusudra, re di Shuruppak, (il Noè biblico) costruì, su consiglio del dio Enki, aveva la forma di un cubo, con ciascun lato di 120 cubiti. [1] Anche l’imbarcazione fabbricata da Noè, per volontà di Dio, era un parallelepipedo: 150 cubiti di lunghezza per 30 di altezza e 50 di larghezza. Invano gli archeologi continueranno a cercare il relitto dell’arca biblica sul Monte Ararat: essa non navigò per arenarsi sulle pendici della maestosa vetta armena.

L’arca di Ziusudra era dunque un gigantesco dado che è l’espressione simbolica tridimensionale del quadrato, adombrando tutto ciò che è saldo e durevole. Tra i corpi regolari, Platone assegna al dado l’elemento terra. Nell’alchimia è in relazione alll’elemento “sal” come principio del concreto. La Gerusalemme celeste, città ideale dell’Apocalissi attribuita a Giovanni (21-16,17) è cubica: “la lunghezza, la larghezza e l’altezza della città sono eguali”. I suoi lati sono di 12.000 stadi (2200 km), un corpo perfetto sulla base del numero 12. E’ un cubo pure la Kaaba, nel santuario della Mecca: ivi è custodita la pietra divenuta nera per i peccati degli uomini.

Il quadrato è l’emblema geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio e nella vita, in base ad una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali. E’ immagine del cosmo a misura d’uomo, al cui centro viene pensato l’arciere celeste (axis mundi). Questa figura è in connessione con il numero quattro che indica i quattro fiumi del Paradiso, le quattro direzioni del cielo, i quattro temperamenti etc. Se si scrive tale cifra usando il sistema romano, si ottiene IIII: le quattro linee disegnano, una volta dislocate, un quadrangolo che ricorda una porta con gli stipiti, la soglia e l’architrave. Il quadrato con la triplice cinta è archetipo suggestivo.

René Guénon ci ricorda che il Quaternario rappresenta l’espansione totale dell’Unità originaria. L’espansione, simboleggiata dalla croce i cui quattro bracci sono formati da due rette perpendicolari, è il numero del Verbo manifestato e dell’Adam Kadmon.

Da non trascurare le misure dell’arca sumera e le dimensioni della Gerusalemme celeste, entrambe basate sul numero 12, probabilmente di significato astronomico-precessionale, oltre che sacro. E’ possibile che l’arca di Ziusudra e la sfavillante città ultraterrena siano i punti estremi dello stesso segmento.

Secondo David Wilcock, il cubo di Ziusudra potrebbe essere uno stargate, grazie al quale il re sumero riuscì a mettere in salvo sé stesso, i congiunti e gli animali, seguendo le istruzioni del dio Enki (Ea). Wilcock nota che l’ipercubo (o n-cubo), forma geometrica regolare inclusa in uno spazio di quattro dimensioni, secondo gli studi pionieristici di alcuni scienziati, si lega alla fisica iperdimensionale, dunque alla possibilità di varcare il confine del nostro universo per accedere ad un altro piano.

Le speculazioni riportate da Wilcock si potrebbero accostare al significato del numero 11 ripetuto. Il numero 11 possiede per lo più valenze oscure, ma, raddoppiato, a formare altresì un quadrilatero virtuale (una porta?), stando ad alcuni orientamenti interpretativi, indica il passaggio, la transizione.

I passaggi sono luoghi fisici, “ombelichi” cultuali (sorgenti, monoliti, grotte, fenditure…), quindi anticamere di spazi ulteriori, metafisici. Fortunato chi – è una chimera? – quando questa linea temporale si sarà spezzata, riuscirà a deviare sullo scambio per l’altro binario.

[1] La storia di Ziusudra, scritta in sumero, è riportata nei frammenti di una tavoletta fittile reperita ad Eridu. Nei testi accadici Ziusudra diventa Utnapishtim, il cui nome dovrebbe valere “ho trovato la vita ” o “ho visto la luce”.

Fonti:

Dizionario universale dei miti e delle leggende, a cura di A. Mercatante, s.v. Noè ed Utnapishtim
Enciclopedia dei simboli, a cura di Hans Biedermann, Milano, s.v. dado, numeri, quadrato
Enigmi alieni, Messaggeri dallo spazio, documentario di History channel, 2011
R. Guénon, Il demiurgo ed altri saggi, Milano, 2007




Friday, April 15, 2011

Plasma (seconda ed ultima parte)

http://zret.blogspot.com/2011/04/plasma-seconda-ed-ultima-parte.html

Plasma (seconda ed ultima parte)

Leggi qui la prima parte.

Parassiti dunque i Voladores come i Lux malanghiani, raffigurati come predatori alieni. Questi ingordi succhiatori richiamano pure, mutatis mutandis, il doppio descritto da Rudolf Steiner. Nel libro "Il mistero del doppio" (si tratta della silloge contenente gli interventi di cinque conferenze tenutesi a San Gallo ed a Dornach nel 1917), il fondatore dell’antroposofia indugia sugli enigmi dell'anima umana ed in particolare sul doppio, un'entità dimorante nell'uomo sin dalla nascita e che, temendo la morte, si allontana dal corpo prima del decesso. Secondo Steiner il doppio, la cui natura è ahrimanica, è responsabile di molte malattie. L'autore descrive una sorta di demone che alberga nell'individuo e di cui egli non è conscio. L'inquietante teoria steineriana del doppio trova addentellati in alcune concezioni gnostiche: ad esempio, il maestro Basilide, a proposito dell'uomo, sentenziò che egli è "un accampamento di demoni", evocando l'influsso di misteriose e sinistre creature.

Il Doppelganger steineriano, che dopo la morte dell’ospite, si allontana per cercare un altro soma da parassitare, assomiglia al Lux. L’entità si intrude, infatti, negli individui per assorbirne l’energia animica e può agganciarsi via via a diverse vittime.

Queste ricostruzioni possono trovare delle conferme? Sembra di sì. Micah Hanks, in “Creature di energia nell’atmosfera terrestre?” ricorda che, fra gli altri, Charles Fort, Trevor James Constable ed Ivan Sanderson proposero la teoria di “forme di vita atmosferiche”. In particolare Constable nel saggio “The cosmic pulse of life” ipotizza l’esistenza di esseri che vivrebbero negli strati superiori dell’atmosfera, donde si muoverebbero per recarsi sulla terra col fine di predare capi d’allevamento ed altri animali. Per quanto strana possa apparire questa idea, persino Carl Sagan discusse di alieni sferici in grado di vivere nell’ambiente di giganti gassosi come Giove. Inoltre alcuni astronauti hanno visto nello spazio singolari forme energetiche. Ancora, studi condotti dalla N.A.S.A. hanno suggerito che forme di vita basate sul plasma possano persino scaturire dal “vacuum”.

Come si vede, l’idea di Bellini non è poi tanto isolata. U.F.O. plasmatici, creature proteiformi e, last but not least, la trasformazione dell’atmosfera in qualcosa di simile al quarto stato della materia, attraverso le operazioni elettro-chimiche (si pensi alla diffusione di bario), sono altrettanti meandri di un labirinto enigmatico e tetro. Il fattore tecnologico è sottolineato da Bellini che scrive: “Attualmente, grazie allo sviluppo tecnologico umano, il Lux è in grado di muoversi nell’intero globo per mezzo dell’energia elettrica e di entrare nelle nostre case con estrema rapidità, anche da una presa della luce o da una lampadina.”

Tra le carte degli “illuminati”, quella denominata "The rapture" mostra un registratore a bobine: da una bobina si dipana il nastro spezzato. Sullo sfondo è effigiata la Terra spaccata, come fosse una mela: dall'ampia fenditura schizzano dei raggi dardeggiati da un sole all'interno di Gaia. Il tutto sembra un'allusione all'eccentrica teoria della Terra cava o riferirsi al cuore del pianeta che potrebbe essere formato da plasma e non composto da metalli fusi. Numerosi indizi suffragano questa ipotesi: ad esempio, la sonda spaziale "Dynamic Explorer" della N.A.S.A. ha determinato che un vento plasmatico emana dai poli della Terra in aggiunta al vento che scorre dentro i poli.

Creature viventi e nucleo del pianeta di plasma. Fantasie? Può darsi, ma non avremo forse trascurato di studiare adeguatamente uno stato della materia che è tanto rilevante nell’universo?